Eredità Culturale Digitale, prosegue la sfida della Rete #DiCultHer

Matera Capitale Europea della Cultura 2019 ha ospitato lo scorso 2 settembre l’incontro dal titolo “Educazione all’eredità culturale digitale: dalla Piattaforma Blockchain #LRXCultura alla #CartadiPietrelcina”. L’appuntamento (che segue l’Accordo Quadro siglato nel maggio scorso tra l’Amministrazione comunale di Matera e la rete #DiCultHer) si è svolto nella Casa Cava, uno dei simboli della città patrimonio dell’UNESCO.

Un’occasione unica per fare il punto su tutte le attività avviate in Italia dalla Rete DiCultHer e per delineare i nuovi scenari sul tema della cultura digitale. Al centro della tavola rotonda, moderata con grande professionalità dal segretario generale di DiCultHer Carmine Marinucci, la “Carta di Pietrelcina” (sull’eredità culturale digitale). Il documento, sottoscritto lo scorso 30 luglio a Pietrelcina (Benevento), porta la firma dell’associazione DiCultHer, dei Poli DiCultHer di Molise, Puglia e Sicilia e degli Uffici Scolastici Regionali di Basilicata, Calabria, Molise e Puglia. La Carta di Pietrelcina ha ottenuto il patrocinio di importanti enti ed organismi nazionali ed internazionali come: INDIRE, ICCU, Istituto centrale per i Beni sonori e audiovisivi, la piattaforma Europeana Education, la fondazione di Papa Francesco per il digitale Scholas Occurrentes, la fondazione Italia Patria della Bellezza e Ampioraggio.

La Carta di Pietrelcina punta a promuovere l’educazione e la formazione sul Patrimonio Culturale Digitale, nonché alla Piattaforma LRX CULTURA – basata sulla tecnologia Blockchain – che rappresenta il luogo dove studenti, docenti ed operatori culturali potranno non solo condividere le loro attività previste nella programmazione di DiCultHer, ma anche accedere a servizi loro dedicati. Durante l’incontro di Matera è stata presentata anche la programmazione delle attività DiCultHer per l’anno scolastico 2019-20. L’Unione Europea ha definito nell’Articolo 2 delle Conclusioni del Consiglio del 21 maggio 2014, la Digital Cultural Heritage come “risorsa strategica per un’Europa sostenibile” (2014/C 183/08) a seguito delle numerose considerazioni e istanze maturate a livello nazionale internazionale negli ultimi anni inerenti al valore culturale dei prodotti nati nell’Era Digitale. Come catalizzatore e sintesi di tali riflessioni, si è sviluppato l’operato della Scuola a Rete per la Formazione nel Digital Cultural Heritage, Arts and Humanities – #DiCultHer.

Questa rete ha stimolato un dibattito tra le istituzioni partecipanti: università, scuole, istituzioni culturali, associazioni, singoli individui, al fine di identificare il digitale nel suo autentico ruolo di facies culturale dell’epoca contemporanea e di favorire un rinascimento culturale digitale, una nuova “Megàle Hellàs”, capace di raccogliere la straordinaria eredità culturale e storica dell’Italia, e in particolare del Mezzogiorno, vista in una prospettiva europea, reinventata grazie alla creatività dei suoi giovani e al coinvolgimento di vere e proprie “comunità di eredità culturale”, nello spirito della Convenzione di Faro. All’incontro sono stati invitati a partecipare: Raffaello De Ruggieri sindaco di Matera, Gianmaria Ajani rettore Unito e presidente DiCultHer, Aurelia Sole rettrice Unibas, Domenico Masone sindaco Pietrelcina, Claudia Datena direttore USR Basilicata, Lucia Abiuso per l’Ufficio Scolastico Regionale della Calabria – Polo DiCultHer Calabria), Angelo Argento presidente Cultura Italiae, Nicola Barbuti di Uniba – coordinatore Polo DiCultHer Apulian, Letizia Bindi di Unimol – coordinatore Polo DiCultHer Molise, Simonetta Buttò – direttore Istituto Centrale del Catalogo Unico-MiBAC, Pamela Giorgi di INDIRE, Giuseppe Lanese componente dell’Osservatorio Nazionale sulla Comunicazione Digitale di PASocial e Istituto Piepoli, Sabina Magrini direttore Istituto Beni Sonori ed Audiovisivi-MiBAC), Alfonso Pecoraro Scanio ALFONSO PECORARO presidente Fondazione Univerde, Carina Rossa della Fondazione Pontificia Scholas Occurrentes), Grazia Ruggiero dirigente scolastico del Liceo Classico Linguistico Scienze Umane “F. De Sanctis” di Trani), Claudio Senigagliesi presidente Fondazione ITS Servizi alle Imprese.

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Il 4 luglio alla Camera dei Deputati la presentazione della Campagna #Mezzopieno per la Parità di Informazione Positiva con il contributo di 100 giornalisti

Sono 100 i giornalisti individuati da Mezzopieno e coinvolti nella campagna nazionale sulla Parità di Informazione Positiva e sul confronto aperto riguardo le buone notizie.

Leggi i contributi dei giornalisti coinvolti

Il 4 luglio il movimento Mezzopieno presenta alla Camera dei Deputati la campagna nazionale Parità di Informazione Positiva. Si tratta di una riforma dell’informazione che coinvolge centinaia di giornalisti, redazioni e testate in tutta Italia per un nuovo approccio alla cultura della positività.

La campagna #mezzopieno è stata lanciata in tutta Italia nella 52° Giornata Mondiale della Libertà di Stampa, delle Comunicazioni Sociali e del Giornalismo di Pace del 13 maggio 2018.

COSA PREVEDE LA CAMPAGNA: IL PENSIERO DI MEZZOPIENO 

Dare uguale spazio nei giornali e telegiornali all’informazione positiva, alle buone notizie e alla capacità del mondo e delle persone di costruire e di migliorare creando bellezza e armonia. Portare la comunicazione gentile in tutte le scuole. L’eccessiva attenzione alle notizie negative, polemiche e di carattere vittimista e il ricorso ossessivo alla lamentela e alla spettacolarizzazione della sofferenza sono fenomeni che coinvolgono largamente i media e che non rispecchiano la variegata moltitudine della realtà. Il mondo è alimentato dai successi e dall’impegno di persone e comunità che ogni giorno cambiano la storia e la società con la loro buona volontà e la collaborazione, senza fare rumore. Dare voce a questo aspetto della realtà rende onore alla bellezza, alla capacità e alla bontà, restituendo dignità e rispetto ad un mondo spesso trascurato o considerato minoritario. “Chiediamo che tutti i notiziari dedichino la metà dello spazio alle notizie positive – spiegano da Mezzopieno – Chiediamo agli organi di stampa e ai responsabili delle testate giornalistiche di adottare una linea editoriale che privilegi più i fatti che le opinioni. Chiediamo al Consiglio dei Ministri di prevedere un meccanismo di equiparazione dei contributi all’editoria che incentivi l’attuazione di questo principio”.

COSA PROPONE MEZZOPIENO

“Proponiamo – spiegano da Mezzopieno – di adottare un protocollo per l’informazione positiva nazionale, redatto da un gruppo di esperti nella comunicazione, nel benessere sociale e della società civile che definisca le linee guida e parametri di classificazione condivisi delle notizie positive. Proponiamo di istituire un monte ore minimo da dedicare nelle scuole per la lettura dei quotidiani, per la condivisione di notizie positive e costruttive e per l’insegnamento della comunicazione gentile”. La mission di Mezzopieno è quella di diffondere la cultura della positività per tornare a credere nel mondo e negli esseri umani, partendo dal modo in cui viene descritta la realtà.

COS’È MEZZOPIENO

È la rete italiana della Positività: un collettivo di associazioni, aziende, scuole, giornalisti, insegnanti, ricercatori, artisti e persone comuni impegnate dal 2005 nella diffusione della cultura della positività e della gratitudine. Con oltre 600 aderenti, gruppi territoriali e volontari in tutta Italia la rete realizza dal 2014 il primo free press di sole buone notizie Mezzopieno News e il primo TG delle Buone Notizie fatto dai ragazzi delle scuole della rete, portati negli ospedali, aziende, scuole, carceri e tra la gente per diffondere la fiducia nel mondo e negli esseri umani. La rete si riconosce nel Manifesto della Positività Mezzopieno. (Giuseppe Lanese)

https://www.change.org/p/per-avere-un-informazione-positiva-e-veritiera-in-giornali-e-telegiornali-e-portare-la-comunicazione-gentile-nelle-scuole

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Il 18 giugno arriva la seconda edizione del PA Social Day

Dopo il grande successo dello scorso anno, il 18 giugno si tiene la seconda edizione del PA Social Day, un evento unico nel suo genere a livello internazionale con 18 città impegnate in contemporanea sui temi della nuova comunicazione. L’evento è organizzato e promosso dall’associazione PA Social, la prima in Italia dedicata allo sviluppo della nuova comunicazione, quella portata avanti attraverso social network, chat, intelligenza artificiale, tutti gli strumenti innovativi messi a disposizione dal digitale.
Francesco Di Costanzo, presidente dell’associazione nazionale PA Social e Livio Gigliuto, Direttore dell’Osservatorio nazionale sulla Comunicazione Digitale e Vice Presidente Istituto Piepoli, hanno presentato a Roma stamattina alla stampa il programma dell’evento e le tante novità proposte per l’edizione 2019.
Il PA Social Day è organizzato dall’associazione PA Social e realizzato grazie ai partner InfoCamere, L’Eco della Stampa, Digital4Democracy e ai media partner Agi, iPress, cittadiniditwitter.it e Ilgiornaledellaprotezionecivile.it.
“Il PA Social Day – spiega Francesco Di Costanzo, presidente di PA Social – sarà una grande occasione di confronto, partecipazione, scambio di buone pratiche, una ulteriore opportunità di crescita per la rete nazionale della nuova comunicazione. Ogni anno, con soddisfazione, assistiamo ad una crescita nel numero e soprattutto nella qualità di buone pratiche in tutto il Paese, l’Italia è un modello per enti e aziende pubbliche che utilizzano web, social network, chat, intelligenza artificiale per la comunicazione, l’informazione e i servizi al cittadino. Non è un caso e lo faremo nuovamente il prossimo 20 giugno a Tunisi su invito Ocse, che il nostro Paese con PA Social sia considerato un modello da seguire a livello internazionale. Il PA Social Day è un evento unico nel suo genere, aperto a tutti e con il coinvolgimento di tantissime persone in tutta Italia: PA, utilities, imprese, singoli professionisti, amministratori pubblici, manager, cittadini. Una comunità-community sempre viva di cui dobbiamo essere orgogliosi. Il lavoro sulla nuova comunicazione con divulgazione, formazione, ricerca, va avanti con un sempre più forte spirito d’innovazione che il PA Social Day rappresenterà con 18 città impegnate in contemporanea e con numerose novità rispetto alla scorsa edizione”.
“I social network diventano il medium principale attraverso il quale gli italiani vogliono essere informati dal settore pubblico – afferma Livio Gigliuto, direttore dell’Osservatorio nazionale sulla Comunicazione Digitale e vice presidente Istituto Piepoli – lo confermano 8 italiani su 10, in modo trasversale tra le diverse fasce d’età e le diverse aree del Paese. Tra gli italiani cresce la voglia di una PA finalmente social, come sono social tutte le aziende con cui i cittadini si interfacciano ogni giorno. Anche gli over 55 dichiarano sempre di più di voler essere informati tramite Facebook, Twitter, Instagram, LinkedIn e le chat come WhatsApp, Telegram, Messenger”.

IL PROGRAMMA

In contemporanea in 18 città si terrà un evento #pasocial animato da professionisti del digitale, giornalisti, comunicatori, rappresentanti di enti, aziende pubbliche, associazioni, imprese e aperto alla partecipazione di tutti. In ogni città si affronterà e approfondirà un tema specifico legato al tema generale della nuova comunicazione digitale. Tutti gli eventi saranno visibili in diretta live sulla pagina dedicata su www.pasocial.info, alimentata dalla piattaforma IPress, e su tutti i social con l’hashtag #pasocial nella mattina del 18 giugno, dalle 9.30 alle 13.30.
L’obiettivo è ampliare il dibattito, sollecitare un confronto, raccogliere idee e proposte, allargare ulteriormente la rete della nuova comunicazione, dare visibilità all’ottimo lavoro che viene portato avanti su tutto il territorio nazionale, sviluppare e incentivare la nascita di nuove esperienze, tirare le somme delle tante cose fatte fino ad oggi, ma soprattutto costruire il lavoro del presente e del futuro.
Nello specifico le città coinvolte e i temi discussi durante il PA Social Day saranno:
• Ancona, Marche: Fake news
• Bagheria, Sicilia: Comunicare Trasparenza e Legalità
• Bologna, Emilia Romagna: Comunicare l’educazione con i social
• Campobasso, Molise: Big data e Open data
• Firenze, Toscana: Musei e Cultura
• Grado, Friuli Venezia Giulia: Turismo
• Milano, Lombardia: Informare e comunicare, contenuti e strumenti per i piani editoriali della PA
• Napoli, Campania: Ambiente, Sanità, Qualità della vita
• Padova, Veneto: Mobilità e Sviluppo Sostenibile
• Perugia, Umbria: Semplificazione
• Pescara, Abruzzo: Fondi europei
• Reggio Calabria, Calabria: Strumenti di Partecipazione e Innovazione per la Valorizzazione del Patrimonio archeologico e culturale
• Roma, Lazio: Comunicazione pubblica e networking, comunicare l’innovazione sul territorio
• Sassari, Sardegna: Nuove professioni e organizzazione di comunicazione e informazione
• Taranto, Puglia e Basilicata: Comunicare sviluppo e comportamenti sostenibili
• Torino, Piemonte: Digital education e digital community nella PA
• Trento, Trentino Alto Adige: Comunicazione e valorizzazione dei Beni Culturali per l’Industria del Turismo
• Vado Ligure, Liguria: Comunicazione in Emergenza

LE NOVITÀ

Sono tante le novità che accompagneranno la seconda edizione del PA Social Day, grazie alla collaborazione dei partner dell’evento:
• L’Osservatorio nazionale sulla Comunicazione Digitale, promosso da PA Social e dall’Istituto Piepoli, presenterà un’importante chiave di lettura e dati sul rapporto tra PA, cittadini, social network e chat. In occasione del PA Social Day verranno resi noti, in tutti i 18 eventi, i risultati di una nuova ricerca che misura il grado di connessione tra Pubblica Amministrazione, cittadini, imprese e social/chat. Un rapporto che, come dimostreranno i dati, negli anni va consolidandosi sempre di più;
• InfoCamere porterà in varie città i dati e le analisi su imprese e innovazione in Italia;
• L’Eco della Stampa farà un monitoraggio del web e delle varie piattaforme social durante e dopo il PA Social Day seguendo il racconto con l’hashtag #pasocial e le chiavi di ricerca legate all’evento;
• Grazie alla tecnologia di Cedat 85 e Digital4Democracy i contenuti dei 18 eventi saranno raccolti in una libreria audio e utilizzati per una pubblicazione successiva;
• In occasione del PA Social Day uscirà il numero zero de “I Quaderni di PA Social”, una nuova pubblicazione scientifica di approfondimento sui temi della nuova comunicazione.

Tutte le informazioni, i programmi città per città, le notizie sul PA Social Day sono disponibili in continuo aggiornamento su www.pasocial.info e su tutti i canali social e chat dell’Associazione PA Social.

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L’Osservatorio nazionale sulla comunicazione digitale e la sfida del modello italiano di “figitalizzazione”

(da Agi.it) di Livio Gigliuto

Negli ultimi anni, gli studi sull’opinione pubblica condotti dall’Associazione PASocial con Istituto Piepoli confermano che la fase uno, quella dell’invasione digitale da parte della PA e delle aziende pubbliche, è completata: gli italiani sanno che Comuni, Regioni, Ministeri, strutture pubbliche in generale, comunicano tramite i social network e le chat, come fanno le imprese, ma non sanno perché lo fanno.

Solo 6 italiani su 10 conoscono i servizi erogati online dal loro Comune e 1 su 3 non sa neanche che servizi pubblici aspettarsi tramite Facebook e Whatsapp.

La Pubblica Amministrazione su social network e chat, che tengono una share sempre più alta delle nostre menti, si esprime attraverso positive, ma isolate azioni individuali, monadi slegate tra loro e ancora non abbastanza connesse alle richieste dei cittadini. Su questo PA Social ha fatto un lavoro straordinario portando l’Italia ad essere la prima a livello internazionale ad avere una rete nazionale della nuova comunicazione pubblica. Molto resta da fare.

E allora, cosa pensano gli italiani della comunicazione attraverso web, social network, chat? Qual è lo stato della nuova comunicazione nel nostro Paese? Sono solo alcune domande a cui risponderà periodicamente il lavoro dell’Osservatorio Nazionale sulla Comunicazione Digitale, promosso e organizzato da PA Social, associazione nazionale per la nuova comunicazione, e Istituto Piepoli. L’Osservatorio è il naturale sbocco di un lavoro di analisi, ricerca e approfondimento che PA Social e Istituto Piepoli portano avanti da tempo e che oggi mira ad essere un punto di riferimento per esperti di comunicazione e cittadini.

Questo monitor costante sul rapporto tra opinione pubblica e comunicazione digitale proverà a raccontare la mutagenesi delle nostre vite, che percepiamo ogni giorno come più digitali. Un fenomeno che l’Osservatorio intende analizzare senza cadere in seduttivi e semplicistici affreschi di futuri distopici.

Se oggi il 78% degli italiani, giovani e meno giovani sostanzialmente alla stessa maniera, si collega più volte al giorno sui social network e il 42% ritiene affidabili le informazioni divulgate sul web (a soli 9 punti da quelle diffuse da “mamma TV”) arriverà un giorno in cui la relazione personale verrà integralmente sostituita dal contatto mediato da smartphone e assistenti vocali? Screenshot e visori tridimensionali ruberanno la scena a incontri vis a vis? La visione “Black Mirror”, come quella che negli anni ’80 raccontava di macchine volanti e alimentazione basata su pillole e cibi liofilizzati, potrebbe indurci a immaginare un futuro in cui il digitale prende il posto del contatto umano.

Ad oggi, più che il modello “sostitutivo” di digitale, in cui il contatto umano viene soppiantato da contatti mediati da un touchscreen, sembra vincere quello figitale, in cui gli strumenti di comunicazione digitale “potenziano” il contatto personale, permettendo alle persone di sentirsi più spesso, stringere relazioni più soddisfacenti, vivere meglio con gli altri.

Esattamente come sta succedendo in questi giorni, in cui continuiamo a prendere il taxi e a parlare col tassista di calcio e di politica, ma magari lo chiamiamo tramite un’app scaricata sul nostro smartphone seguendo la rassicurante icona a forma di macchina sullo schermo che ci dice quanti minuti mancano al suo arrivo. L’Osservatorio Nazionale sulla Comunicazione Digitale (sul sito www.pasocial.info tutte le informazioni) fornirà quindi chiavi di lettura e dati oggettivi sulla trasformazione della società attraverso la realizzazione collettiva di studi, ricerche, analisi e letture. Su tre principali tematiche di riferimento: PA (responsabile Sergio Talamo), Utilities (responsabile Gianluca Spitella), Imprese (responsabile Marco Bani).

Riuscirà a farlo grazie al contributo decisivo di partner istituzionali come InfoCamere, Anci Comunicare, gli Istituti Fisioterapici Ospitalieri, l’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena e Istituto Dermatologico San Gallicano, Federsanità Anci, partner tecnologici come Eco della Stampa, Doxee, IPress Live, Cittadini di Twitter, Gastone Crm, IlGiornaledellaProtezioneCivile.it, la supervisione e l’apporto di qualità di un Comitato Scientifico formato da Alessandro Cederle (Eco della Stampa), Niccolò Stamboglis (InfoCamere), Patrizia Minnelli (Anci Comunicare), Alessandro Bellantoni (OCSE), Enrico Celotto (Doxee), Gianni Martino (CAR2GO), Letizia Materassi (Università di Firenze), Gea Ducci (Università di Urbino Carlo Bo), Aurora Fantin (Università di Trieste), Francesca Anzalone (Esperta di comunicazione e digitale), Fabio Malagnino (Consiglio Regionale Piemonte), Francesco Pira (Università di Messina), Alessandro Lovari (Università di Cagliari), Marisandra Lizzi (IPress Live), Lorella Salce (IFO), Marzia Sandroni (Federsanità Anci), Marco Laudonio (Ministero Economia e Finanze), Giovanni Sacchitelli (Comunicazione Italiana),  Giuseppe Lanese (USR Molise), Michele Bergonzi (Iulm), Giuseppe Bonura (General Manager), Duilio Rabottini (Regione Abruzzo), Daniele Lombardini (Usl Umbria 2), Pasquale Popolizio (IWA Italy). Un “dream team” della comunicazione digitale italiana che ringraziamo per l’entusiasmo e la dedizione con cui hanno accettato di combattere la “guerra santa” della comunicazione digitale in Italia contribuendo all’attività dell’Osservatorio, che si riunirà per la prima volta nel mese di aprile.

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#FuturaCampobasso, la scuola digitale sempre più viva e innovativa

#FuturaCampobasso è stata innovazione, creatività e scuola digitale. Più di 2000 gli accreditamenti da tutta Italia per la tre giorni che si è conclusa il 24 novembre. Al Teatro Savoia di Campobasso sono stati premiati i migliori progetti del territorio, selezionati per la finale del “Premio Scuola Digitale”. Lo spaccato che è emerso durante la cerimonia di premiazione è quello di una Comunità scolastica fortemente motivata, creativa e innovativa. E’ stato bellissimo raccogliere l’entusiasmo trasmesso da tutti gli studenti e i docenti.

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Olimpiadi Italiane di Informatica 2018: appuntamento il 13 settembre all’ITST “Marconi” di Campobasso

Giovedì 13 settembre partirà il nuovo anno scolastico in Molise, ma per l’ITST Marconi di Campobasso si tratta di una data molto speciale. Lo stesso giorno, infatti, cominceranno ufficialmente le Olimpiadi Italiane di Informatica 2018 (in breve #OII2018) e la fase nazionale della manifestazione sarà ospitata proprio dall’Istituto Marconi.

La manifestazione è organizzata da AIICA, l’associazione italiana per l’informatica e il calcolo automatico che offrirà i suoi tecnici a supporto dell’evento, mentre il personale del Marconi è già da tempo impegnato nell’allestimento dell’aula magna, completamente rimessa a nuovo e dotata delle 100 postazioni necessarie per le gare. In palio c’è il titolo italiano. Per la prima volta in assoluto, quest’anno prenderanno parte alla sfida conclusiva anche studenti provenienti dalle scuole italiane all’estero.

Un lavoro davvero enorme, fanno sapere dall’ITST Marconi, avviato fin dai primissimi giorni successivi alla conclusione delle lezioni nel mese di giugno, che coinvolge, oltre al già citato personale tecnico, anche alcuni insegnanti e studenti del Marconi, questi ultimi impegnati nell’ultimo periodo delle loro vacanze estive nell’installazione del sistema operativo Ubuntu su tutte le postazioni, con grande soddisfazione della stessa AICA, che vedrà il suo intervento tecnico in buona parte facilitato da questa operazione preventiva.

Anche le altre fasi dell’organizzazione sono in dirittura d’arrivo: già pronti da tempo il manifesto e il logo dell’evento, scelto attraverso un concorso vinto dalla studentessa del Liceo Artistico Manzù Elena Morano.

E’ stato definito con precisione anche il programma. Questi gli eventi principali:
− la cerimonia di apertura, giovedì 13 alle ore 17 presso la sala auditorium del Centrum Palace Hotel di Campobasso, la struttura alberghiera che ospiterà tutte le delegazioni;
− la gara vera e propria è in programma venerdì 14 alle 9;
− la riunione fra i referenti del Comitato Scientifico dell’AICA e i docenti delle varie scuole presenti, che si terrà venerdì 14 durante lo svolgimento della competizione;
− una passeggiata guidata nel centro di Campobasso con visita al Castello Monforte, per tutti coloro che vorranno partecipare, nel pomeriggio di venerdì 14;
− Happy Magistralis, presso la sala ricevimenti del Centrum Palace Hotel, a cura del prof. Fausto Fasano dell’Università degli studi del Molise, alle ore 20 di venerdì 14;
− La cerimonia di premiazione, sabato 15 alle 9 presso l’aula magna del Convitto Nazionale Mario Pagano.
La conferenza stampa di presentazione si svolgerà lunedì 10 settembre alle 10 presso i locali del Marconi in piazza San Francesco.

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Erasmus Plus, bilancio positivo per il progetto “Accademia Digitale” dell’USR Molise

Campobasso 02.05.2018 (da TiscaliNews) – “Abbiamo sperimentato su noi stessi le classi del futuro. Ci siamo messi in gioco attraverso dinamiche interattive che sono ormai fondamentali per una didattica innovativa adatta ai bisogni degli alunni del ventunesimo secolo”. Lo ha detto Carmela Pietrangelo, ambasciatrice E-twinning del Molise e progettista Erasmus Plusal termine del percorso di formazione europea che ha coinvolto diversi istituti scolastici molisani con i rispettivi docenti ‘animatori digitali’. L’ultimo gruppo composto da nove animatori digitali è partito lo scorso aprile con destinazione il ‘Future Classroom Lab di Bruxelles, scuola di eccellenza a livello internazionale sui temi dell’innovazione e del digitale.

L’iniziativa si è sviluppata grazie al progetto KA1 Erasmus Plus “Accademia Digitale”promosso dall’Ufficio Scolastico Regionale del Molise (diretto da Anna Paola Sabatini) a cui ha aderito un consorzio di 13 scuole. Le attività formative sono partite lo scorso autunno e hanno toccato temi come lo sviluppo digitale, la sicurezza in rete, l’educazione ai media, l’e-twinning, il setting di aula del futuro, la realtà aumentata, il coding e la robotica. L’evento finale è previsto il prossimo 30 maggio alla scuola secondaria di primo grado “Bernacchia – Brigida” di Termoli (Campobasso). All’appuntamento parteciperanno gli animatori digitali molisani e i docenti interessati ad approfondire i temi legati all’innovazione digitale a scuola. Sono previsti laboratori e workshop gestiti dagli animatori digitali ‘esperti’ che si sono formati a Bruxelles. “Il valore aggiunto dell’esperienza di mobilità – ha spiegato Carmela Pietrangelo – è la collaborazione con i docenti europei dai quali si traggono numerosi spunti, idee e un confronto produttivo per entrare in una dimensione europea dell’educazione”.

Si chiude un biennio di formazione europeo estremamente produttivo per la nostra scuola – ha dichiarato Giuseppe Lanese, Referente del Piano nazionale scuola digitale per l’USR Molise – Ai nostri docenti è stata offerta l’occasione di diventare ‘animatori digitali esperti’ frequentando corsi di eccellenza. Un percorso formativo voluto dall’Ufficio Scolastico Regionale grazie alla partecipazione a due progetti KA1 Erasmus Plus: ‘European Digital Academy’ e ‘Accademia Digitale’ (quest’ultimo approvato con il massimo del punteggio) e alla creazione di due consorzi di scuole, per un totale di 27 Istituti molisani coinvolti”.

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Le nuove sfide del Piano Nazionale Scuola Digitale

“L’innovazione è decisiva per governare il cambiamento. È una sfida che non si vince semplicemente acquistando tecnologia o introducendo nuovi contenuti o obiettivi formativi. Si vince sviluppando spirito critico e responsabilità, si vince investendo con decisione sulla cura della qualità, che riguarda l’organizzazione, la didattica e l’innovazione metodologica. Si vince puntando sulle competenze”. Lo ha detto la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, intervenendo nel corso di “Futura”, la tre giorni di dibattiti, laboratori, racconto di buone pratiche sul Piano Nazionale Scuola Digitale, in corso a Bologna. “Governare lo sviluppo di ogni forma sempre più sofisticata di tecnologia e intelligenza artificiale e orientarlo all’interesse generale è una sfida immane e fondamentale, che deve vedere fianco a fianco istituzioni, scuola, università e mondo della ricerca, imprese, terzo settore, politica”.

Oltre 3.000 le docenti e i docenti iscritti ai laboratori, più di 2.000 i visitatori, 3.000 i metri quadri messi a disposizione per la manifestazione. Questi i numeri di “Futura”, che si chiuderà domani sera. Oggi pomeriggio l’evento istituzionale con la Ministra Valeria Fedeli, aperto dai saluti del Sindaco di Bologna, Virginio Merola, e dell’Assessore alla Scuola, Formazione professionale, Università e Ricerca, Lavoro della Regione Emilia-Romagna, Patrizio Bianchi. L’evento è stato trasmesso in diretta sulla pagina Facebook del Ministero ed è stato visto da oltre 22.000 utenti unici.

“Grazie al Piano Nazionale Scuola Digitale l’innovazione è diventata possibile in ogni scuola e tantissime istituzioni scolastiche sono già in grado di mostrare esperienze di innovazione – ha sottolineato la Ministra -. Oggi quelle digitali sono competenze indispensabili per stare con consapevolezza e positività nel mondo globale, per non subire i cambiamenti, per governarli e orientarli su prospettive utili al Paese. La natura dell’innovazione, della scuola e per la scuola, è quindi prima di tutto culturale”.

Nel corso dell’evento di Bologna, la Ministra ha annunciato un investimento da 25 milioni di euro per la formazione delle e degli insegnanti sulla cultura, i temi, le metodologie digitali. “Rispondiamo così ad una delle criticità della prima fase del Piano Nazionale Scuola Digitale, la formazione delle e dei docenti – ha sottolineato -. Lavoriamo per fornire a tutte e tutti i docenti le stesse opportunità di aggiornamento, per metterli nelle condizioni di abbracciare progressivamente l’innovazione e il digitale come chiavi per affrontare il cambiamento e poter così accompagnare sempre meglio la crescita di studentesse e studenti”.

A Bologna sono stati poi presentati i primi risultati dei gruppi di lavoro attivati dal MIUR sulla mappatura di metodologie didattiche innovative e sull’uso dei dispositivi personali mobili a scuola. “Ho voluto il gruppo sulla mappatura delle metodologie per mettere tutto il sistema educativo nelle condizioni di approfondire un corpus comune di innovazione metodologica: abbiamo bisogno di fare un punto chiaro e scientificamente validato rispetto alle tantissime pratiche in corso nella scuola”.

“Il secondo  gruppo ha lavorato per fare definitivamente chiarezza su un tema su cui abbiamo lasciato le scuole in sospeso per troppo tempo: l’utilizzo di dispositivi personali mobili a scuola”, ha spiegato Fedeli. Il lavoro finale è stato consegnato in questi giorni alla Ministra e viene anticipato da un decalogo di sintesi (in allegato) che sarà inviato alle istituzioni scolastiche, insieme al documento completo realizzato dagli esperti, “dopo una fase di ulteriore confronto, allargando la discussione con chi poi deve realizzare il cambiamento”, ha chiarito Fedeli. “Non è compito del Ministero o della scuola decidere se i device sono bene o male, ma lo è insegnare ad usarli nel modo più utile e corretto. Per permettere a ogni ragazza e ogni ragazzo di avere esperienze sicure, libere e consapevoli, contrastando in modo positivo e attivo, non con divieti ma proprio con l’educazione, ogni tipo di dipendenza, anche dagli strumenti tecnologici. Voglio ribadire in ogni caso, che resta proibito, come stabilito dalla circolare del 2007 dell’allora Ministro Fioroni, l’uso personale di ogni tipo di dispositivo in classe, durante le lezioni, se non condiviso con i docenti a fini didattici”.

Durante l’evento è stato poi annunciato che da lunedì, sul sito MIUR www.generazioniconnesse.it, sarà disponibile il primo Curriculum di educazione civica digitale per le scuole di ogni ordine e grado.

La Ministra ha poi lanciato alcuni altri interventi. “Provvederemo ad introdurre strutturalmente il pensiero computazionale negli ordinamenti scolastici – ha detto – Dopo lo straordinario risultato del progetto sperimentale ‘Programma il Futuro’, che ha coinvolto tantissimi docenti e 1,6 milioni di ragazze e ragazzi, vincendo riconoscimenti europei, siamo pronti al passo successivo”. Lanciata una grande Coalizione per l’educazione all’imprenditorialità, composta da oltre 40 soggetti. “Dobbiamo aiutare studentesse e studenti a sviluppare il proprio spirito di iniziativa, capire cosa significa fare di una propria passione la sfida di una vita, come farlo sfruttando le opportunità del digitale, come impegnarsi per innovazione e sviluppo sostenibile”, ha detto Fedeli che ha anche lanciato “un investimento su una radio digitale che metta in rete le tante esperienze esistenti nelle scuole, per valorizzare anche in questo modo i processi di innovazione in corso”.

Nel 2018, ha concluso, “ci sarà il primo monitoraggio completo del Piano Nazionale Scuola Digitale. E abbiamo deciso di istituire un Premio nazionale della scuola digitale, per coinvolgere tutte le scuole a competere sulle migliori innovazioni che ciascuna scuola produce e rendere così stabile la condivisione di progetti ed esperienze. La sfida che abbiamo davanti è affascinante. Quando il futuro, rappresentato dal progresso delle tecnologie, incontra il mondo della scuola, la combinazione è potente. Una combinazione che influenza giornalmente la vita delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi e che proprio per questo deve essere sapientemente governata e condotta.  È un compito gravoso, ma al tempo stesso stimolante, per tutte e tutti”.

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PA digitale, la previsione di FPA: il 2018 potrebbe essere l’anno della svolta

di Giuseppe Lanese *
 Il 2018 potrebbe essere l’anno della svolta per la PA digitale. E’ questa la previsione del direttore Generale FPA – FORUM PA Gianni Dominici, dopo un 2017 che ha registrato un’importante vitalità sia a livello territoriale che nazionale, ma che tuttavia (ha spiegato proprio Dominici) non ci restituisce un Paese maturo rispetto ai cambiamenti necessari. Molto dipenderà, ovviamente, dal ruolo del nuovo Governo anche se, ha sottolineato Dominici, “non abbiamo bisogno di nuove riforme e nuove leggi, ma di far funzionare quelle esistenti e di immaginarci una PA in grado di mettere, al di là degli slogan, davvero il cittadino al centro”. Ma una spinta importante verso l’innovazione della Pubblica Amministrazione potrebbe arrivare anche dalla piena realizzazione dei programmi comunitari, “a cominciare da quelli in grado di rafforzare le competenze dei dipendenti pubblici, importanti protagonisti del cambiamento”, evidenzia Dominici. Altro tassello importante riguarderà l’informatica pubblica, sempre che il “Piano Triennale sarà effettivamente in grado di indirizzare i processi di digitalizzazione”.
Gli argomenti – al centro della presentazione del Report Annuale di FPA a metà dicembre nella sede del Centro Congressi Roma Eventi Fontana di Trevi – riprendono vigore proprio in queste ore in occasione della piena ripresa delle attività lavorative in tutta la Pubblica Amministrazione. L’annuario di FPA, rappresenta il punto comune dal quale partire per immaginare quale possa essere il futuro della PA dei prossimi anni. Il Report rappresenta un lavoro dettagliato delle principali fenomenologie che hanno riguardato le nostre istituzioni nell’anno che si sta chiudendo. L’annuario contiene un’ampia descrizione ed analisi dei principali processi e fenomeni analizzati sia direttamente sia attraverso il contributo di importanti relatori. Ciò che emerge, alla fine, è un chiaro segnale di ripresa che descrive un Paese che ha ripreso a camminare. Il Report annuale è diviso in due parti.

La prima è dedicata agli Scenari e sperimentazioni per la nuova PA in cui è possibile trovare approfondimenti sui nuovi modelli organizzativi, sulle dinamiche di innovazione territoriali, sulla trasparenza e partecipazione, sulla programmazione europea, sulla sanità. La seconda parte, invece, è dedicata ai lavori dei Cantieri sulla PA digitale sui temi centrali dell’anno appena trascorso: procurement pubblico, cittadinanza digitale, gestione documentale, gestione patrimonio pubblico, scuola e sicurezza. Il 2017 è stato l’anno della transizione per la PA digitale, il 2018 dovrà essere l’anno della concretezza oltretutto perché saremo in piena fase di realizzazione della Programmazione europea 2014-2020 i cui programmi, concludono gli analisti di FPA, “necessitano di essere realizzati senza ulteriori indugi”.

*membro Cantiere Scuola Digitale di ForumPA

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Dal 18 al 20 gennaio a Bologna la Festa del Piano Nazionale Scuola Digitale

A due anni dalla definizione del Piano che ha stabilito i principali indirizzi in materia di innovazione della scuola italiana, anche in questo anno scolastico il MIUR promuove la Festa del Piano Nazionale Scuola Digitale, che si terrà in tutte le istituzioni scolastiche e a Bologna dal 18 al 20 gennaio 2018. Eventi, iniziative e confronti per raccontare e approfondire i temi del PNSD, con laboratori, biblioteche e atelier aperti, buone pratiche, gare di innovazione, hackathon e concorsi per le scuole. (PER PRENOTARSI AI WORKSHOP: http://www.istruzione.it/scuola_digitale/prog-festa-pnsd.shtml)

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