Piano Nazionale Scuola Digitale: il bilancio del Miur e le sfide del futuro

Nella sede dell’Acquario Romano il punto sui 20 mesi di attuazione dello strumento che punta a innovare la scuola italiana. Presente anche la ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli.

di Giuseppe Lanese*

ROMA – “Gli investimenti sul Piano Nazionale scuola digitale incidono positivamente sul prodotto interno lordo e dunque sulla ricchezza del Paese e rendono l’Italia un luogo più attrattivo per le imprese e gli investimenti esteri”. La ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli ha parlato così nel suo intervento durante l’incontro nazionale organizzato dal Miur all’Acquario di Roma per fare il punto sui 20 mesi di attuazione del Piano Nazionale Scuola Digitale. Un appuntamento che ha coinvolto docenti animatori digitali, rappresentanti delle istituzioni e del mondo economico e produttivo arrivati da tutta Italia per stringere “un’alleanza per l’innovazione della scuola”. Il Pnsd resta uno dei pilastri della legge 107/2015, quella sulla “Buona Scuola”. E gli obiettivi del Piano non cambiano, spiegano dal Miur: innalzare le competenze degli studenti, i loro apprendimenti, i loro risultati e l’impatto che avranno nella società come individui, cittadini e professionisti.

Era il 2007 quando, per la prima volta, si è parlato di strategie digitali per la scuola. Da allora, nonostante gli investimenti operati negli anni in questo settore, lo stato dell’arte parla di un’Italia posizionata al 25esimo posto su 28 (Digital Economy Index), con debolezze strutturali in ambito di connettività e materiale umano. L’economia digitale ha rappresentato nell’ultimo anno il 2,54% dell’occupazione totale in Italia (la media OCSE e del 2,85%), e il 3,72% del Pil, quando la media OCSE su quest’ultimo punto si attesta sul 5,5%. Insomma siamo indietro e dobbiamo recuperare il gap con gli altri paesi e il Piano Nazionale Scuola Digitale può essere lo strumento utile a centrare questo obiettivo. Dal Ministero dell’Istruzione prevedono alcuni passaggi obbligati per la sua applicazione. Innanzitutto partire dagli strumenti: condizioni di accesso, qualità degli spazi e degli ambienti, identità digitale e amministrazione digitale. Poi, puntare su competenze e contenuti, migliorando la didattica e rafforzando gli apprendimenti degli studenti. Non meno importante è la formazione del personale, orientata all’innovazione didattica. Ma nulla di tutto ciò può essere realizzato senza una strategia efficace di accompagnamento. Questo compito è stato affidato alle azioni del Pnsd che vanno dalla 28 alla 35 (tutto il Pnsd conta 35 azioni), oltre alla sinergia con il Piano triennale dell’offerta formativa delle singole scuole.

 E quindi: un animatore digitale in ogni scuola (azione 28), accordi territoriali (azione 29), Stakeholders Club per la scuola digitale (30), una galleria per la raccolta di pratiche (31), dare un ascolto permanente alle reti innovative (32), Osservatorio per la scuola digitale (33), un comitato scientifico per allineare il Pnsd alle pratiche internazionali (34), il monitoraggio dell’intero Piano (35). Per fare questo, sono stati previsti investimenti per più di un miliardo di euro (1094,5 milioni di euro) dal 2015 al 2020, divisi tra fondi Buona Scuola, PON “Per la Scuola” FESR 2014-2020 e altri fondi Miur. “La Buona Scuola digitale esiste già, in tutta Italia”, sottolineano dal Ministero dell’Istruzione, “ma lo Stato deve adesso fare in modo che questo patrimonio diventi sempre più diffuso e ordinario. Per far sì che nessuno studente resti indietro. Per far sì che, nell’era digitale, la scuola diventi il più potente moltiplicatore di domanda di innovazione e cambiamento del Paese”. Una trasformazione culturale di cui l’Italia ha davvero bisogno e che può trovare nelle strategie di promozione della scuola digitale un valido alleato.
 *Referente PNSD (USR Molise), Cantiere Scuola Digitale

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PIANO NAZIONALE SCUOLA DIGITALE, ECCO COSA MANCA ALLE SCUOLE PERCHÉ SIA VERO

Se vogliamo cambiare in positivo il nostro paese dobbiamo per forza incidere qualitativamente sul presente e sul futuro della nostra scuola. E questo è un dato di fatto. Come farlo? Sicuramente partendo dal presupposto che il cambiamento, per essere efficace e strutturato, non può avvenire in maniera rapida e superficiale. Per assimilare un cambiamento occorre pratica ed esperienza e la pratica e l’esperienza richiedono tempo. Non basta solo investire risorse, altrimenti si rischia di vanificare gli investimenti. La Legge 107 del 2015 (quella sulla ‘Buona Scuola’) ha avuto il grande merito di riportare i temi dell’istruzione al centro del dibattito politico – sociale nazionale. Ma l’impatto dell’impianto normativo (che tocca i settori del digitale e dell’innovazione, della formazione, dell’alternanza scuola lavoro, della governance, ecc.) andava spalmato almeno su 5 anni e non piegato al compromesso dettato dai tempi della performance politica. Così non è stato e le criticità emerse, in molti casi, hanno superato gli stessi benefici della legge. Aver sacrificato il necessario periodo di ‘rodaggio’ dei nuovi meccanismi previsti dalla 107, ha portato la scuola italiana a un surplus di lavoro senza precedenti nella storia del nostro sistema nazionale di Istruzione. Con disagi organizzativi, aumento di burocrazia inutile e con gli istituti impossibilitati a rispettare impegni e scadenze o a farlo a scapito della qualità. Il sistema si è inceppato in più di una occasione, con errori sia a livello periferico che centrale.

La sfida della progettazione

Basti vedere la rincorsa delle scuole sulla progettazione PON, con buona parte degli istituti impreparati a compilare bandi strategici (le risorse disponibili sono di circa 800 milioni di euro) per mancanza di competenze specifiche in questo campo da parte del personale interno. Con la contraddizione di affidarsi per la progettazione a privati e aziende e – in caso di progetto approvato – far partecipare gli stessi esperti a un bando pubblico. Alla fine la speranza è che la qualità dei progetti presentati sia effettivamente elevata e che in pochi si siano lanciati in questa nuova sfida “tanto per partecipare”. Se non altro per il grande investimento programmato in termini di risorse pubbliche. L’esempio dei PON è indicativo di come servano nelle nostre scuole figure esperte in grado di progettare bandi nazionali ed europei. Le competenze di progettazione non sono più rinviabili se si vuole essere competitivi in ambito nazionale ed europeo. E non solo per i PON, ma anche per i bandi Erasmus. Oggi la progettazione è affidata a docenti che mettono a disposizione delle scuole la propria passione per questo settore e le competenze acquisite in totale autonomia, mentre servirebbe un percorso di formazione specifico. Perché non prevedere in ogni istituto la nomina di un docente referente per la progettazione o la costituzione di un team per la progettazione, pianificando percorsi di formazione strutturati?

Una scuola di comunità che sappia comunicare in maniera efficace

Altra questione legata alla formazione riguarda l’attività di disseminazione dei risultati dei progetti. Le scuole hanno sempre più necessità di saper comunicare bene (sia all’interno che all’esterno). Non basta più il solo sito internet istituzionale per confrontarsi con il territorio in maniera efficace. Se vogliamo intendere la scuola come “Scuola di comunità” (definizione a cui tiene molto anche la legge 107/2015), dobbiamo trasferire agli istituti anche le giuste competenze per saper dialogare e confrontarsi con la stessa comunità. Saper relazionarsi con il territorio, scrivere un comunicato stampa, realizzare un video o altro materiale di comunicazione (loghi, opuscoli, locandine, manifesti), gestire i vari profili social, un blog scolastico, saper presentare progetti ed iniziative in pubblico, sono ormai competenze indispensabili per le scuole. Credo sia utile, inoltre, che ogni istituto abbia al suo interno personale in grado di pianificare un progetto per comunicare il “brand” scuola. Questo anche in chiave di dialogo con il mondo produttivo e per rendere appetibile il proprio istituto in termini di sponsorizzazioni di privati (anche questo è previsto dalla legge 107) o per comunicare all’esterno progetti di qualità sul tema dell’alternanza scuola – lavoro. Serve un referente per la comunicazione in ogni istituto affiancato da un team per la comunicazione. Non sottovalutiamo, in ultima analisi, il tema delicato dell’educazione ai media (azione n.14 del PNSD): educare i giovani all’uso corretto ed efficace del web e dei social; a contrastare il fenomeno del cyberbullismo, ecc. Tutti argomenti che rientrano perfettamente nel quadro più ampio della cittadinanza digitale e che trovano collegamenti con il PNSD. Anche questo materiale può essere oggetto di studio, ricerca, approfondimento e formazione per le attività di un referente per la comunicazione o per i docenti di un eventuale team della comunicazione.

PNSD, più qualità nella formazione

Un capitolo a parte va speso per la formazione del personale legata al PNSD. Il Piano Nazionale Scuola Digitale, con le sue 35 azioni, è uno degli aspetti più innovativi della Legge 107 del 2015. Con il PNSD, il tema dell’innovazione diventa centrale all’interno delle nostre scuole, anche grazie alla figura dei docenti animatori digitali (uno per ogni scuola), ai docenti del Teamdell’innovazione (tre per ogni scuola che si aggiungono all’animatore digitale). Il Miur ha recentemente ricordato come sono 150 mila le persone nella scuola che fruiscono della formazione sui temi del digitale. Di questi, 8.400 animatori digitali e i loro team per l’innovazione. Poi ci sono oltre 1,3 milioni di studentesse e studenti e 50.000 docenti già coinvolti nel portare il pensiero computazionale in ogni classe. Inoltre, 4.000 istituti risultano al lavoro per rendere strutturali le competenze digitali grazie ad un investimento da 80 milioni di euro. A due anni di distanza dall’avvio del Piano Nazionale Scuola Digitale, tra gli insegnanti emerge la necessità forte di una formazione sempre più specializzata e sempre più di qualità. Questo per evitare anche casi in cui i docenti ne sappiano più dei loro stessi formatori. Molti animatori digitali hanno frequentato, in autonomia, corsi di specializzazione o sono diventati “esperti” frequentando corsi di formazione di eccellenza all’estero grazie ai percorsi Erasmus KA1. Occorrerebbe, quindi, che la formazione sia affidata sempre di più a formatori professionisti specializzati (in tematiche scolastiche) e comunque – fatta salva la formazione base omologata per tutte le scuole – i percorsi andrebbero pianificati in base alle reali esigenze degli istituti e personalizzati attraverso una progettazione competente effettuata all’interno di ogni istituto. Per quanto riguarda il PNSD, intanto, il prossimo 26 luglio si terrà a Roma un evento organizzato dal Ministero dell’Istruzione a cui parteciperanno tutti gli stakeholder con l’obiettivo di rilanciarlo. La ministra Valeria Fedeli promette “nuove priorità, nuovi investimenti in formazione, competenze e connettività per ogni scuola”. Ma questa volta, oltre alla quantità di impegno e di risorse, servirà un maggiore investimento in qualità e organizzazione. Insomma, fare le cose per bene, ma anche con i tempi giusti. (http://cantieripadigitale.it/it/2017/07/12/piano-nazionale-scuola-digitale-cosa-manca-alle-scuole-perche-sia-vero/)

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Mobilità Erasmus+ KA1 Animatori Digitali: “Innovative Practices for Engaging STEM teaching”

In qualità di Animatore Digitale dell’Istituto Comprensivo “Colozza” di Campobasso ho usufruito, dal 14/09/2016 al 19/09/2016, della formazione in mobilità all’estero presso il FUTURE LAB di Bruxelles. Ciò è stato possibile in quanto l’I.C. Colozza ha aderito, insieme ad altri 13 Istituti del Molise, al consorzio “EUROPEAN DIGITAL ACCADEMY” promosso dall’USR, beneficiario di finanziamento  nell’ambito dell’ERASMUS Plus KA1 2016.

Innovative Practices for Engaging STEM teaching” era il corso al quale ho partecipato insieme ad una collega ed un collega di Isernia.

Per me è stata una occasione di crescita, non solo professionale. Si tenga presente che il corso è stato organizzato da uno dei centri di formazione per l’educazione più qualificati d’Europa, sotto l’egida dell’”European Schoolnet” (rete dei ministeri dell’educazione di 31 paesi europei” e di “Scientix” (comunità europea per l’educazione delle scienze).

Il percorso formativo ha attraversato vari settori dell’utilizzo delle ICT, dalle piattaforme web  (per la condivisione, collaborazione e insegnamento delle STEM), all’hardware come i microprocessori della Texas Instruments e i laboratori di fisica della Vernier. Non mi dilungo nel descrivere gli argomenti trattati nelle varie giornate di lavoro (puntualmente riportati nel documento allegato dal collega DI NEZZA di Isernia), ma desidero porre l’accento su due aspetti per me fondamentali, che forse nelle scuole italiane non sono presi nella giusta considerazione:

  • Ogni workshop è stato tale nel vero senso del termine: laboratorio vero e proprio in cui i vari gruppi hanno lavorato prima individualmente (con suddivisone dei compiti nel proprio interno tra i singoli, ma sempre in stretta collaborazione) e successivamente hanno condiviso i risultati con gli altri utilizzando le più disparate modalità di comunicazione, aprendo alla fine di ogni workshop un breve dibattito conclusivo. Chiaramente il tutto in lingua Inglese.
  • Il tempo prefissato per l’attuazione dei vari steps non era una variabile soggettiva che ogni gruppo interpretava a suo modo, ma un impegno oggettivo e inderogabile che portava a lavorare con il massimo impegno, cercando di ottimizzare i tempi pur mantenendo alta la qualità del lavoro svolto.

Affermando ciò non voglio togliere nulla alla indubbia qualità dei contenuti trattati durante il corso, che senz’altro, in alcuni campi,  hanno rafforzato la mia preparazione specifica sulle tecniche di insegnamento innovative delle STEM; difatti, al mio ritorno in Italia, durante l’a.s. 2016/17 ho attuato  le pratiche educative consolidate a Bruxelles e le ho disseminate “sul campo” rendendone partecipi i miei colleghi. A tal proposito sottolineo che il vero lavoro di disseminazione è stato operato giorno per giorno in classe e non si è limitato all’incontro a cui si riferiscono le presentazioni allegate.

In conclusione la settimana trascorsa a Bruxelles mi ha dato tanto: da una parte ha rafforzato in me la consapevolezza che il nostro Paese non è secondo a nessun’altro in Europa in quanto a innovazione nella didattica delle STEM, e dall’altra mi ha fatto toccare con mano un modo di lavorare in Team che ancora non ci appartiene pienamente.

Massimo D’ERRICO

SCARICA LA PRESENTAZIONE:

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 Mobilità Erasmus+ KA1 Animatori Digitali: Future classroom Lab, Brussels Programming for the 21st century classrooms

Nell’ambito del progetto “European Digital Academy” organizzato dal Consorzio Regione Molise, ho partecipato, come animatore digitale per l’Istituto d’Istruzione Superiore “G. Boccardi”, alla mobilità Erasmus+ KA1, nel periodo 17-21 ottobre 2016 presso il Centro Future Classroom Lab di Bruxelles, Belgio. Il corso di formazione, dal tema “Programming for the 21st century classrooms” è stato incentrato sul tema della programmazione digitale.  

Durante il corso ho potuto sperimentare l’importanza della programmazione nella società di oggi e ho imparato modi nuovi per introdurre la programmazione nel lavoro interdisciplinare, ho avuto modo di scoprire e sperimentare diversi strumenti di programmazione e ho imparato a sviluppare un piano di lezione di coding per le classi. Al Centro Microsoft, dove abbiamo trascorso un’intera giornata, ci hanno introdotto al concetto di linguaggio di programmazione per sviluppare la capacità di lavorare con i blocchi logici per creare giochi e storie. La Giornata Hackathon ci ha consentito di sperimentare tutte le conoscenze acquisite per realizzare una vera e propria maratona durante la quale abbiamo realizzato un gioco didattico con il Coding che abbiamo condiviso in rete con altre scuole europee.

Programmazione e capacità di pensiero computazionale stanno diventando sempre più importanti nella scuola e nella vita lavorativa poiché sviluppano il problem solving, il ragionamento logico e la creatività. Il corso mi ha fornito nuovi stimoli, nuove idee e strumenti di lavoro che necessitano di essere approfonditi e calati nella specifica realtà scolastica.

Oggi parliamo continuamente di giovani nativi digitali, poiché usufruiscono apparentemente con scioltezza delle tecnologie digitali. Sanno, infatti, inviare SMS, giocare online, navigare in Internet ma molto spesso sono solo semplici fruitori, sanno “leggere” le tecnologie, ma non le sanno “scrivere”; per questo motivo diventa importante insegnare le basi della programmazione in modo da accrescere una maggiore coscienza e consapevolezza riguardo le tecnologie digitali. La lingua veicolare del corso è stata la lingua inglese. L’intero corso ha avuto una ricaduta positiva sulla mia formazione di docente.

Sin dal primo giorno della mobilità mi sono resa disponibile a disseminare l’esperienza e le conoscenze sull’utilizzo degli strumenti appresi presso la Future Classroom Lab di Bruxelles.

Dal primo giorno a Bruxelles ho iniziato la mia disseminazione in modo virtuale creando la pagina facebook https://www.facebook.com/pg/IISBOCCARDITiBERIO/about/?ref=page_internal#

Alcune notizie sono state riportate anche sulla pagina facebook dell’IIS Boccardi:

Piano Nazionale Scuola Digitale https://www.facebook.com/iisboccarditermoli/

Durante i Consigli di Classe (sei classi) ho raccontato ai miei colleghi l’esperienza vissuta e ho reso pubblica la pagina facebook. Mi sono resa disponibile per gruppi di docenti a cui ho illustrato l’uso di alcuni tools utili per la didattica tra cui Scratch (biennio), Padlet, Prezi, Popplet, etc

Nelle mie classi (circa 140 alunni) sono stati sperimentati con successo tutti i programmi conosciuti a Brussels. In particolare nelle classi IV A RIM e V A RIM abbiamo utilizzato diverse programmi per il progetto A Scuola di Open Coesione.

Con le classi III A RIM e IV A RIM abbiamo partecipato alla settimana del PNSD con un vero e proprio  Hackathon. Le classi in competizione tra loro dovevano produrre qualcosa di innovativo per “raccontare” ad un turista Termoli. Potevano utilizzare Prezi, Powtoon, Prgrammi video. La competizione è durata dalle 8.10 alle 14.30 per due giornate. Il clima collaborativo dei piccoli gruppi cooperativi ha consentito la realizzazione di ottimi prodotti.

Il 30/11/16 ho partecipato all’incontro “ERASMUS PLUS KA1 European Digital Academy Consorzio USR” presso l’istituto Di Istruzione Superiore Majorana –Fascitelli di Isernia. Insieme con le colleghe Carmela Ventola e Francesca Recchi abbiamo presentato “Programming for the 21st century classroom” raccontando e condividendo la ricca esperienza presso la Future Classroom Lab di Bruxelles.

https://www.youtube.com/watch?v=b-32TQL_I18&t=379s

Il 17/03/2017 ho partecipato ai Laboratori di scuola digitale organizzati nelle aule dell’Istituto Tecnico Industriale “Marconi” di Campobasso promossi dall’Ufficio Scolastico del Molise: Progetto Erasmus plus “European Digital Academy”: workshop sulla didattica innovativa degli animatori digitali “esperti”. Insieme alle colleghe Carmela Ventola e Francesca Recchi abbiamo proposto il laboratorio  “Unplugged: programmare senza computer” la cui finalità è stata quella di fornire un esempio di esperienza pratica di scrittura  di codice senza l’uso diretto del PC. La scelta di realizzare un laboratorio di questo tipo è stata fatta per diversi motivi: la fascia d’età del target di riferimento richiede un approccio ludico, game oriented, di tipo strettamente esperienziale; l’assenza del pc esclude tutte le possibili difficoltà legate sia all’uso dell’hardware che del software per la scrittura del programma (importante nella fase di approccio alla programmazione); l’interazione sociale tra pari e il peer learning  che guidano e sostengono l’elaborazione e progettazione dell’attività (ogni bambino partecipa attivamente e collabora con i compagni); l’esperienza ludica delle basi del coding ovvero di quella disciplina per mezzo della quale si scelgono e combinano delle istruzioni (cosiddetta stringa di codice) che, collocate in ordine logico, permettono al computer di funzionare. https://youtu.be/3fx2wFNkkFo

Il 23/03/2017 ho partecipato al TABLET SCHOOL all’Istituto ‘L. Pilla’ di Campobasso proponendo il laboratorio “Visual Story Telling” con l’obiettivo di promuovere l’utilizzo di metodi didattici innovativi e disseminare quanto appreso a Bruxelles.

Il 01/06/2017 ci sarà l’ultimo evento di disseminazione presso la mia scuola.

L’esperienza al Future Classroom Lab è stata ricca di spunti di riflessione per tutte le potenzialità che un’aula 3.0 fornisce ad una didattica che deve rinnovarsi per stare al passo con i tempi. La presenza di una zona di dibattito per il confronto di idee rappresenta una necessità per una crescita che è possibile solo attraverso un continuo scambio di conoscenze. L’apprendimento deve essere una continua ricerca-azione dove lo studente è protagonista consapevole di ogni attività didattica. L’aula 3.0 con la sua flessibilità rende l’ambiente classe vivo, piacevole, costruttivo, collaborativo. Gli insuccessi dello studente sono meno evidenti e vengono evitate frustrazioni e demotivazioni legate ad insuccessi scolastici spesso derivanti da una didattica tradizionale fredda e impersonale. La metacognizione diventa il cardine di una rivoluzione dell’insegnamento che vuole e deve formare il cittadino per la vita: life-long-learning.

Per me l’esperienza è stata molto positiva. L’immersione nella lingua inglese ha coronato l’esperienza di un surplus inestimabile. Vi ringrazio per la splendida occasione di crescita.

Laura Ersilia MOCCIA

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MOBILITA’ USR Molise – PROGRAMMA EUROPEO “ERASMUS+ KA1”

La Call 2016 KA1 Erasmus Plus ha offerto ai docenti italiani, individuati dal PNSD quali Animatori Digitali, l’opportunità di formazione all’estero per valorizzarne il ruolo di traino all’interno delle singole istituzioni e per favorire la diffusione di una cultura digitale condivisa tra le varie comunità scolastiche. Molte scuole italiane, sostenute dagli Uffici Scolastici Regionali, ne hanno recepito la valenza ed il prestigio. L’USR Molise ha promosso un bando per la costituzione del Consorzio EUROPEAN DIGITAL ACADEMY al quale hanno aderito 14 Istituti, con la conseguente partecipazione dei 14 Animatori Digitali delle scuole aderenti. Gli Animatori Digitali sono stati inseriti in un percorso di formazione europea d’eccellenza svoltosi nel FUTURE LAB di Bruxelles a partire dal mese di Settembre 2016.

SCARICA IL MATERIALE: DOCUMENTO

Enrico Maria DI NEZZA

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KA1 ERASMUS PLUS: INTERACTIVE TECHNOLOGIES FOR THE FUTURE CLASSROOM

Imparare e saper utilizzare metodi, tecniche e strumenti didattici per accrescere il livello di interazione e collaborazione in classe sono le finalità del corso formativo a cui ho preso parte, nel mese di aprile, a Bruxelles nell’ambito del progetto europeo Erasmus plus KA1, in qualità di animatore digitale. La scenografia di questo momento formativo è stato il Future Classroom Lab, un ambiente di apprendimento altamente innovativo e interattivo che valorizza gli stili cognitivi e di apprendimento di ogni studente. Nello specifico gli obiettivi del corso sono stati i seguenti: – Scoprire nuovi metodi per incentivare e accrescere l’interazione in classe. – Sperimentare differenti software che incentivano la motivazione nella relazione educativa. – Migliorare la collaborazione tra studenti e tra studenti e docenti. – Portare ad un corretto utilizzo di BYOD. – Constatare le potenzialità e i vantaggi di un insegnamento interattivo attraverso un significativo interscambio di ruoli tra studenti e docenti. – usare congegni e dispositivi e software per creare giochi didattici interattivi in modo da aumentare e stimolare la tecnica del brainstorming e testare le pre-conoscenze degli studenti. Le tecnologie stanno trasformando tutti gli aspetti della nostra vita. Il prodotto di questo ambiente tecnologico onnipresente è che gli studenti oggi pensano ed elaborano le informazioni in modo diverso dai loro predecessori. Di fronte al cambiamento della società anche la scuola, per perseguire la sua mission, deve cambiare, deve revisione il suo modo di essere e di funzionare. Come educatori siamo chiamati a pensare a come trasmettere, sia i contenuti classici sia quelli del futuro, nella lingua dei nativi digitali. Vuol dire affiancare l’utilizzo delle tecnologie agli strumenti tradizionali per creare ambienti di apprendimento digitale. Gli ambienti di apprendimento digitali, come il Future Classroom Lab di Bruxelles, per loro natura a struttura sistemico-reticolare, rendono possibile una didattica laboratoriale dove si impara facendo: l’aula diventa così un ambiente di lavoro realmente interattivo, che valorizza la vocazione e il talento di ciascuno. Le tic hanno in sé un enorme potenziale che nella scuola potrà realizzarsi a condizione che i docenti siano effettivamente “predisposti” ad operare con questi nuovi strumenti.

LA PRESENTAZIONE:

https://drive.google.com/file/d/0B46QVnY2Ntx3Smc5Y2pDZVl6NzA/view

Ester Di Rosa

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KA1 Erasmus Plus dell’USR Molise, formazione a Bruxelles su Developing an eSafe Classrom

L’esperienza del corso, svoltosi a Bruxelles, è stata molto positiva, sia dal punto di vista organizzativo che da quello dei contenuti. Il corso è stato molto intenso ed impegnativo e la sua organizzazione è stata ottima. Averlo, inoltre, seguito all’estero ha migliorato la mia padronanza orale della lingua inglese, grazie anche alla pratica con i colleghi del corso. Esso chiaramente era in lingua inglese. Inoltre sono state molto formative la collaborazione e la comunicazione con un gruppo multiculturale di partecipanti con i quali abbiamo condiviso pratiche di didattica.

La finalità del corso è stata quella di sostenere noi insegnanti nell’integrare l’eSafety nella progettazione della nostra lezione e nella realizzazione nella nostra scuola di un ambiente sicuro, promuovendo l’alfabetismo digitale, la cittadinanza digitale e l’uso sicuro di strumenti digitali e di internet.

Durante il corso, le principali competenze professionali e tecniche acquisite sono state: inserimento dell’esafety nella didattica quotidiana in classe, ricerca delle risorse per promuovere un uso sicuro di Internet nell’insegnamento e nell’apprendimento, come aiutare gli studenti nella cultura digitale ed essere cittadini digitali responsabili, conoscenza delle strategie per inserire l’esafety nel curriculum verticale dello studente, condivisione di strategie per incorporare l’esafety nella scuola.

LA PRESENTAZIONE: http://www.isissgiordano.gov.it/erasmus/

Fausto Velardo

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Ka1 Erasmus Plus: Developing an eSafe Classroom al Future Lab di Bruxelles

Allo scopo di promuovere la diffusione della cultura digitale nelle scuole molisane, l’USR Molise ha costituito un consorzio al quale hanno aderito quattordici istituti che sono stati successivamente coinvolti nella realizzazione del progetto Erasmus Plus KA1 intitolato “Accademia Digitale” finalizzato a favorire la formazione europea degli animatori digitali.

Nell’ambito di tale progetto, il prof. Angelino Antonio Iannone, Animatore Digitale del Liceo “Galanti”, ha partecipato presso lo European Schoolnet – Future Classroom Lab di Bruxelles, Belgio, nel periodo 14-18 novembre 2016, al corso di formazione dal titolo “Developing an e-Safe Classroom”.

Obiettivo del corso è stato insegnare ai docenti ad inserire nella progettazione didattica la cosiddetta “eSafety”, al fine di promuovere l’uso sicuro degli strumenti digitali e di internet nonché di sostenere l’alfabetismo e la cittadinanza digitale.

Durante il corso il docente ha avuto modo di imparare ad integrare nella didattica quotidiana l’“eSafety”, di apprendere a ricercare le risorse utili a promuovere l’uso sicuro di Internet nel processo di insegnamento/apprendimento, di capire come aiutare gli studenti ad acquisire la cultura  e la cittadinanza digitale e di condividere le strategie per incorporare l’eSafety nella Curriculum di Istituto.

Il corso, intenso e impegnativo, si è svolto interamente in lingua inglese. L’esperienza è stata sicuramente molto positiva sia perché ha permesso di acquisire nuove competenze, sia perché ha favorito la comunicazione e la collaborazione con un gruppo docenti eterogeneo e multiculturale, con il quale si sono condivise pratiche didattiche.

Il corso ha fornito, altresì, nuovi stimoli e strumenti di lavoro che sono stati condivisi con i docenti del Liceo Galanti.

LA PRESENTAZIONE: https://prezi.com/tfdfpelymobr/developing-an-esafe-school/?webgl=0

Angelino Antonio Iannone

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Ka1 Erasmus Plus: le Applicazioni Interattive, il ruolo dell’insegnante

La rivoluzione tecnologia in atto interessa da vicino il mondo della scuola. La didattica oggi è oggetto di profondi cambiamenti dovuti alla rivoluzione digitale ma anche l’affermarsi di nuove metodologie e diverse forme di apprendimento. Il contesto dell’insegnamento in aula muta da nozionistico e frontale a interattivo e sociale. Queste nuove didattiche favoriscono inevitabilmente la creatività, la ricerca, la scoperta, il coinvolgimento, la motivazione. Il ruolo del docente, in questo contesto, è tutto da inventare. L’esperienza svolta all’interno del FCL di Bruxelles ha focalizzato l’attenzione sull’utilizzo delle nuove tecnologia di tipo interattivo. Applicativi apparentemente semplici nella loro funzionalità ma strumenti decisamente potenti e complessi in grado di trasformare le proprie aule in veri e propri atelier creativi interattivi. Scriviamo con i gessetti su uno schermo digitale? Il dibattito attuale è tutto rivolto alla giusta interpretazione del particolare momento storico congiunturale. I nuovi strumenti tecnologici adottati nella scuola rischiano di rimanere solo “ipermodernizzazioni” dei vecchi e consolidati percorsi di insegnamento. Una lavagna LIM (ormai strumento appartenente al passato) non può essere utilizzato come semplice proiettore. I più attuali schermi touch interattivi non devono rappresentare per le istituzioni scolastiche un abbellimento strutturale o un potenziamento del proprio “parco macchine”. Il percorso per arrivare ad un uso consapevole delle attrezzature e perfettamente funzionale alla didattica è complesso e articolato. Il corso di Bruxelles ha fornito delle basi fondamentali affinché si possa sensibilizzare il corpo docente ad investire in formazione personale. Questo è il costo più grande da sostenere. Il luogo nel quale avviene la formazione delle nuove generazioni e l’apprendimento dei saperi attraverso nuove conoscenze è oggi obbligato a ripensare in modo radicale se stesso. Bisogna riorganizzare metodi, metodologie e pratiche didattiche per tenere conto della tecnologia abilitante disponibile e delle risorse umane (studenti, giovani ecc.) con una testa diversa (nativi digitali). Il lavoro di gruppo, svolto in classe attraverso l’uso di dispositivi interattivi quali tablet , schermi, proiettori e altri dispositivi, può e deve continuare anche al di fuori della scuola in una aula virtuale che si realizza attraverso gli spazi della rete, la sua connettività e i suoi strumenti sociali e di collaborazione interattivi. Le nuove aule diventano vere e proprie isole interattive funzionali alle nuove pratiche di apprendimento di generazioni cresciute sul web che non hanno sviluppato, come le generazioni precedenti una lettura lineare sui libri stampati o l’apprendimento mnemonico ma quello ‘by searching’. Le nuove forme di apprendimento traggono vantaggio dalla creatività individuale e dall’apporto condiviso di conoscenza. Talento ed esperienza di ogni membro del team (aula virtuale) porta ad un rimodellamento costante degli spazi (virtuali) e delle forme di apprendimento. In questo nuovo contesto cambia profondamente anche il ruolo dell’insegnante. Essi sono chiamati a fare da guida a persone già esperte nella ricerca di nuove conoscenze ma ancora incerte sulle metodologie da utilizzare e gli approcci da adottare per risolvere problemi ed acquisire nuove capacità e talenti. L’insegnante deve essere protagonista e guida nell’indicare nuove modalità di valutazione dei risultati che tengano conto delle discussioni di gruppo ma anche delle fonti di conoscenza online utilizzate e del modo in cui le nuove conoscenze vengono resi pubblici e condivisi.

LA PRESENTAZIONE: https://share.nearpod.com/vsph/2OwIBLGhtD

Giuseppe Natilli

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ERASMUS KA1 USR Molise “European Digital Aacademy”: “PROGRAMMING for the 21 st Century classroom”

Ho partecipato al corso a Bruxelles al Centro “European Digital Academy” dove abbiamo imparato ad usare programmi per realizzare App sul telefono mobile, inoltre abbiamo realizzato prodotti con il Coding e imparato a programmare percorsi Unplugged.

Siamo stati una giornata al Centro Microsoft dove ci hanno introdotto al concetto di linguaggio di programmazione per sviluppare la capacità di lavorare in gruppo e lavorare con i blocchi logici per creare giochi, storie e programmi didattici giocando.

Un giorno abbiamo partecipato alla Giornata Hackathon dove abbiamo realizzato un gioco didattico con il Coding e divulgato in rete come le altre scuole europee.

Fondamentalmente mi sono introdotta in un mondo dove la logica è alla base del lavoro del ragazzo, dove il ragazzo non sia soltanto un fruitore passivo dei giochi, ma colui che li crea e sa come organizzare il lavoro.

L’esperienza mi ha arricchito e mi ha cambiato il modo di lavorare con i miei alunni.

In seguito il 30/11/16 ho partecipato all’incontro ad Isernia dove ho disseminato ad altri docenti, assieme alle mie compagne di viaggio il percorso svolto a Bruxelles.

https://www.youtube.com/watch?v=b-32TQL_I18&t=379s

In seguito nel periodo che precedeva le festività natalizie ho organizzato con gli alunni delle classi della scuola Primaria in cui lavoro una spiegazione e dei giochi per insegnare il linguaggio computazionale attraverso l’Unplugged.

Successivamente ho disseminato la mia esperienza ai colleghi della mia scuola durante la programmazione settimanale il giorno 07/02/17 dove ho raccontato la mia esperienza.

Il giorno 17/03/17 sono stata a Campobasso e con le colleghe che sono partite con me e abbiamo realizzato un laboratorio di Unplugged per spiegare come si puo’ programmare senza l’uso del PC ai colleghi Animatori Digitali.

In seguito ho organizzato un Corso di Coding ai miei colleghi strutturato in 4 incontri dal giorno 02/03/17 fino al giorno 23/03/17 per spiegare in generale in concetto di programmazione in blocchi logici, per arrivare a lavorare con SCRATCH. Il corso è concluso con una breve presentazione di programmi di presentazione( PADLET.COM e PREZI.COM )ce costruire mappe concettuali (POPPLET.COM).

Come animatore Digitale sono cresciuta a livello professionale e ho modificato il mio modo di approcciarmi alla tecnologia. Un’esperienza da ripetere!!!

LA PRESENTAZIONE: https://youtu.be/3fx2wFNkkFo

Francesca Recchi

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