Erasmus Plus, bilancio positivo per il progetto “Accademia Digitale” dell’USR Molise

Campobasso 02.05.2018 (da TiscaliNews) – “Abbiamo sperimentato su noi stessi le classi del futuro. Ci siamo messi in gioco attraverso dinamiche interattive che sono ormai fondamentali per una didattica innovativa adatta ai bisogni degli alunni del ventunesimo secolo”. Lo ha detto Carmela Pietrangelo, ambasciatrice E-twinning del Molise e progettista Erasmus Plusal termine del percorso di formazione europea che ha coinvolto diversi istituti scolastici molisani con i rispettivi docenti ‘animatori digitali’. L’ultimo gruppo composto da nove animatori digitali è partito lo scorso aprile con destinazione il ‘Future Classroom Lab di Bruxelles, scuola di eccellenza a livello internazionale sui temi dell’innovazione e del digitale.

L’iniziativa si è sviluppata grazie al progetto KA1 Erasmus Plus “Accademia Digitale”promosso dall’Ufficio Scolastico Regionale del Molise (diretto da Anna Paola Sabatini) a cui ha aderito un consorzio di 13 scuole. Le attività formative sono partite lo scorso autunno e hanno toccato temi come lo sviluppo digitale, la sicurezza in rete, l’educazione ai media, l’e-twinning, il setting di aula del futuro, la realtà aumentata, il coding e la robotica. L’evento finale è previsto il prossimo 30 maggio alla scuola secondaria di primo grado “Bernacchia – Brigida” di Termoli (Campobasso). All’appuntamento parteciperanno gli animatori digitali molisani e i docenti interessati ad approfondire i temi legati all’innovazione digitale a scuola. Sono previsti laboratori e workshop gestiti dagli animatori digitali ‘esperti’ che si sono formati a Bruxelles. “Il valore aggiunto dell’esperienza di mobilità – ha spiegato Carmela Pietrangelo – è la collaborazione con i docenti europei dai quali si traggono numerosi spunti, idee e un confronto produttivo per entrare in una dimensione europea dell’educazione”.

Si chiude un biennio di formazione europeo estremamente produttivo per la nostra scuola – ha dichiarato Giuseppe Lanese, Referente del Piano nazionale scuola digitale per l’USR Molise – Ai nostri docenti è stata offerta l’occasione di diventare ‘animatori digitali esperti’ frequentando corsi di eccellenza. Un percorso formativo voluto dall’Ufficio Scolastico Regionale grazie alla partecipazione a due progetti KA1 Erasmus Plus: ‘European Digital Academy’ e ‘Accademia Digitale’ (quest’ultimo approvato con il massimo del punteggio) e alla creazione di due consorzi di scuole, per un totale di 27 Istituti molisani coinvolti”.

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Le nuove sfide del Piano Nazionale Scuola Digitale

“L’innovazione è decisiva per governare il cambiamento. È una sfida che non si vince semplicemente acquistando tecnologia o introducendo nuovi contenuti o obiettivi formativi. Si vince sviluppando spirito critico e responsabilità, si vince investendo con decisione sulla cura della qualità, che riguarda l’organizzazione, la didattica e l’innovazione metodologica. Si vince puntando sulle competenze”. Lo ha detto la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, intervenendo nel corso di “Futura”, la tre giorni di dibattiti, laboratori, racconto di buone pratiche sul Piano Nazionale Scuola Digitale, in corso a Bologna. “Governare lo sviluppo di ogni forma sempre più sofisticata di tecnologia e intelligenza artificiale e orientarlo all’interesse generale è una sfida immane e fondamentale, che deve vedere fianco a fianco istituzioni, scuola, università e mondo della ricerca, imprese, terzo settore, politica”.

Oltre 3.000 le docenti e i docenti iscritti ai laboratori, più di 2.000 i visitatori, 3.000 i metri quadri messi a disposizione per la manifestazione. Questi i numeri di “Futura”, che si chiuderà domani sera. Oggi pomeriggio l’evento istituzionale con la Ministra Valeria Fedeli, aperto dai saluti del Sindaco di Bologna, Virginio Merola, e dell’Assessore alla Scuola, Formazione professionale, Università e Ricerca, Lavoro della Regione Emilia-Romagna, Patrizio Bianchi. L’evento è stato trasmesso in diretta sulla pagina Facebook del Ministero ed è stato visto da oltre 22.000 utenti unici.

“Grazie al Piano Nazionale Scuola Digitale l’innovazione è diventata possibile in ogni scuola e tantissime istituzioni scolastiche sono già in grado di mostrare esperienze di innovazione – ha sottolineato la Ministra -. Oggi quelle digitali sono competenze indispensabili per stare con consapevolezza e positività nel mondo globale, per non subire i cambiamenti, per governarli e orientarli su prospettive utili al Paese. La natura dell’innovazione, della scuola e per la scuola, è quindi prima di tutto culturale”.

Nel corso dell’evento di Bologna, la Ministra ha annunciato un investimento da 25 milioni di euro per la formazione delle e degli insegnanti sulla cultura, i temi, le metodologie digitali. “Rispondiamo così ad una delle criticità della prima fase del Piano Nazionale Scuola Digitale, la formazione delle e dei docenti – ha sottolineato -. Lavoriamo per fornire a tutte e tutti i docenti le stesse opportunità di aggiornamento, per metterli nelle condizioni di abbracciare progressivamente l’innovazione e il digitale come chiavi per affrontare il cambiamento e poter così accompagnare sempre meglio la crescita di studentesse e studenti”.

A Bologna sono stati poi presentati i primi risultati dei gruppi di lavoro attivati dal MIUR sulla mappatura di metodologie didattiche innovative e sull’uso dei dispositivi personali mobili a scuola. “Ho voluto il gruppo sulla mappatura delle metodologie per mettere tutto il sistema educativo nelle condizioni di approfondire un corpus comune di innovazione metodologica: abbiamo bisogno di fare un punto chiaro e scientificamente validato rispetto alle tantissime pratiche in corso nella scuola”.

“Il secondo  gruppo ha lavorato per fare definitivamente chiarezza su un tema su cui abbiamo lasciato le scuole in sospeso per troppo tempo: l’utilizzo di dispositivi personali mobili a scuola”, ha spiegato Fedeli. Il lavoro finale è stato consegnato in questi giorni alla Ministra e viene anticipato da un decalogo di sintesi (in allegato) che sarà inviato alle istituzioni scolastiche, insieme al documento completo realizzato dagli esperti, “dopo una fase di ulteriore confronto, allargando la discussione con chi poi deve realizzare il cambiamento”, ha chiarito Fedeli. “Non è compito del Ministero o della scuola decidere se i device sono bene o male, ma lo è insegnare ad usarli nel modo più utile e corretto. Per permettere a ogni ragazza e ogni ragazzo di avere esperienze sicure, libere e consapevoli, contrastando in modo positivo e attivo, non con divieti ma proprio con l’educazione, ogni tipo di dipendenza, anche dagli strumenti tecnologici. Voglio ribadire in ogni caso, che resta proibito, come stabilito dalla circolare del 2007 dell’allora Ministro Fioroni, l’uso personale di ogni tipo di dispositivo in classe, durante le lezioni, se non condiviso con i docenti a fini didattici”.

Durante l’evento è stato poi annunciato che da lunedì, sul sito MIUR www.generazioniconnesse.it, sarà disponibile il primo Curriculum di educazione civica digitale per le scuole di ogni ordine e grado.

La Ministra ha poi lanciato alcuni altri interventi. “Provvederemo ad introdurre strutturalmente il pensiero computazionale negli ordinamenti scolastici – ha detto – Dopo lo straordinario risultato del progetto sperimentale ‘Programma il Futuro’, che ha coinvolto tantissimi docenti e 1,6 milioni di ragazze e ragazzi, vincendo riconoscimenti europei, siamo pronti al passo successivo”. Lanciata una grande Coalizione per l’educazione all’imprenditorialità, composta da oltre 40 soggetti. “Dobbiamo aiutare studentesse e studenti a sviluppare il proprio spirito di iniziativa, capire cosa significa fare di una propria passione la sfida di una vita, come farlo sfruttando le opportunità del digitale, come impegnarsi per innovazione e sviluppo sostenibile”, ha detto Fedeli che ha anche lanciato “un investimento su una radio digitale che metta in rete le tante esperienze esistenti nelle scuole, per valorizzare anche in questo modo i processi di innovazione in corso”.

Nel 2018, ha concluso, “ci sarà il primo monitoraggio completo del Piano Nazionale Scuola Digitale. E abbiamo deciso di istituire un Premio nazionale della scuola digitale, per coinvolgere tutte le scuole a competere sulle migliori innovazioni che ciascuna scuola produce e rendere così stabile la condivisione di progetti ed esperienze. La sfida che abbiamo davanti è affascinante. Quando il futuro, rappresentato dal progresso delle tecnologie, incontra il mondo della scuola, la combinazione è potente. Una combinazione che influenza giornalmente la vita delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi e che proprio per questo deve essere sapientemente governata e condotta.  È un compito gravoso, ma al tempo stesso stimolante, per tutte e tutti”.

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PA digitale, la previsione di FPA: il 2018 potrebbe essere l’anno della svolta

di Giuseppe Lanese *
 Il 2018 potrebbe essere l’anno della svolta per la PA digitale. E’ questa la previsione del direttore Generale FPA – FORUM PA Gianni Dominici, dopo un 2017 che ha registrato un’importante vitalità sia a livello territoriale che nazionale, ma che tuttavia (ha spiegato proprio Dominici) non ci restituisce un Paese maturo rispetto ai cambiamenti necessari. Molto dipenderà, ovviamente, dal ruolo del nuovo Governo anche se, ha sottolineato Dominici, “non abbiamo bisogno di nuove riforme e nuove leggi, ma di far funzionare quelle esistenti e di immaginarci una PA in grado di mettere, al di là degli slogan, davvero il cittadino al centro”. Ma una spinta importante verso l’innovazione della Pubblica Amministrazione potrebbe arrivare anche dalla piena realizzazione dei programmi comunitari, “a cominciare da quelli in grado di rafforzare le competenze dei dipendenti pubblici, importanti protagonisti del cambiamento”, evidenzia Dominici. Altro tassello importante riguarderà l’informatica pubblica, sempre che il “Piano Triennale sarà effettivamente in grado di indirizzare i processi di digitalizzazione”.
Gli argomenti – al centro della presentazione del Report Annuale di FPA a metà dicembre nella sede del Centro Congressi Roma Eventi Fontana di Trevi – riprendono vigore proprio in queste ore in occasione della piena ripresa delle attività lavorative in tutta la Pubblica Amministrazione. L’annuario di FPA, rappresenta il punto comune dal quale partire per immaginare quale possa essere il futuro della PA dei prossimi anni. Il Report rappresenta un lavoro dettagliato delle principali fenomenologie che hanno riguardato le nostre istituzioni nell’anno che si sta chiudendo. L’annuario contiene un’ampia descrizione ed analisi dei principali processi e fenomeni analizzati sia direttamente sia attraverso il contributo di importanti relatori. Ciò che emerge, alla fine, è un chiaro segnale di ripresa che descrive un Paese che ha ripreso a camminare. Il Report annuale è diviso in due parti.

La prima è dedicata agli Scenari e sperimentazioni per la nuova PA in cui è possibile trovare approfondimenti sui nuovi modelli organizzativi, sulle dinamiche di innovazione territoriali, sulla trasparenza e partecipazione, sulla programmazione europea, sulla sanità. La seconda parte, invece, è dedicata ai lavori dei Cantieri sulla PA digitale sui temi centrali dell’anno appena trascorso: procurement pubblico, cittadinanza digitale, gestione documentale, gestione patrimonio pubblico, scuola e sicurezza. Il 2017 è stato l’anno della transizione per la PA digitale, il 2018 dovrà essere l’anno della concretezza oltretutto perché saremo in piena fase di realizzazione della Programmazione europea 2014-2020 i cui programmi, concludono gli analisti di FPA, “necessitano di essere realizzati senza ulteriori indugi”.

*membro Cantiere Scuola Digitale di ForumPA

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Dal 18 al 20 gennaio a Bologna la Festa del Piano Nazionale Scuola Digitale

A due anni dalla definizione del Piano che ha stabilito i principali indirizzi in materia di innovazione della scuola italiana, anche in questo anno scolastico il MIUR promuove la Festa del Piano Nazionale Scuola Digitale, che si terrà in tutte le istituzioni scolastiche e a Bologna dal 18 al 20 gennaio 2018. Eventi, iniziative e confronti per raccontare e approfondire i temi del PNSD, con laboratori, biblioteche e atelier aperti, buone pratiche, gare di innovazione, hackathon e concorsi per le scuole. (PER PRENOTARSI AI WORKSHOP: http://www.istruzione.it/scuola_digitale/prog-festa-pnsd.shtml)

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Didacta Italia, la grande fiera internazionale della scuola

di Giuseppe Lanese*

Quattromila docenti iscritti, 93 workshop in programma, 150 espositori nazionali ed esteri presenti, 25 mila metri quadri di superficie fieristica e iniziative. Sono i numeri di Didacta Italia, evento inaugurato oggi a Firenze e in programma fino al prossimo 29 settembre alla Fortezza da Basso. È la prima edizione italiana di Didacta International, il più importante appuntamento fieristico dedicato alla scuola che si tiene in Germania da ormai 50 anni. Una fiera che nasce con l’obiettivo di innovare la didattica, favorire il dibattito sul mondo dell’istruzione e creare un luogo di incontro tra le scuole e le aziende del settore.

“Per tre giorni la Fortezza Da Basso sarà un luogo di dialogo, di confronto e di buone pratiche sul mondo della scuola e dell’innovazione. Abbiamo voluto dedicare Didacta a don Lorenzo Milani, per dare un segnale di attenzione proprio al ruolo educativo e formativo che deve avere la didattica sull’esempio di un grande prete che dell’insegnamento fece la sua missione di vita”, ha affermato il Sindaco di Firenze, Dario Nardella. La manifestazione è rivolta in particolare a docenti, dirigenti scolastici, educatori, formatori, oltre che a professionisti e imprenditori del settore scuola e tecnologia.Per la Ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli, “Dobbiamo essere molto soddisfatti di questa prima edizione di Fiera Didacta Italia. E’ un’importante sfida. Un segnale dell’apertura del sistema di istruzione e formazione italiano al confronto, che è sia interno sia internazionale. E che ha come obiettivo l’innovazione della filiera italiana del sapere, dell’istruzione e della formazione, come passo necessario per governare i cambiamenti in atto nelle nostre società e come occasione di crescita per le nuove generazioni e per il Paese su percorsi inediti”.

Alla cerimonia inaugurale di oggi, dopo il saluto del presidente di Firenze Fiera, Leonardo Bassilichi, è intervenuta la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli. Hanno partecipato anche il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi con l’assessore regionale all’Istruzione e alla formazione Cristina Grieco, gli assessori del Comune di Firenze Cristina Giachi e Anna Paola Concia, il presidente di Indire Giovanni Biondi, il presidente di ITKAM Emanuele Gatti e il presidente di Didacta International Wassilios E.Fthenakis. L’evento è stato accompagnato dalle musiche dell’Orchestra Erasmus che già ieri sera aveva tenuto il Concerto inaugurale nel Salone de’Cinquecento in Palazzo Vecchio alla presenza della ministra Fedeli, delle principali istituzioni della città e del territorio e delle aziende partecipanti.Fiera Didacta ospita aziende della filiera della scuola e dell’istruzione: dall’editoria alle tecnologie informatiche, dall’arredo alla refezione, e propone workshop su innovazione del modello educativo, robotica, collaborazione con le scuole europee come valore aggiunto per l’innovazione della didattica, e lo studio di nuovi arredi e tecnologie integrate nelle scuole. Ampio spazio è rivolto ai temi riguardanti l’innovazione della didattica con i metodi di promozione di competenze strategiche, il CLIL (Content and Language Integrated Learning) e il TELL (Technology Enhanced Language Learning), Scientix e le tecniche di miglioramento dei processi educativi, come la progettazione didattica per competenze e la didattica laboratoriale. A questi temi si aggiungono quelli dedicati all’approccio musicale, con la partecipazione di personalità di grande livello, come ad esempio Paolo Fresu, chiamato a promuovere l’esperienza musicale precoce nei servizi educativi. Altri workshop riguardano il tema delle architetture e degli arredi per la scuola del futuro e sono dedicati alle aule 3.0, luoghi in cui le nuove tecnologie per l’apprendimento possono essere sperimentate all’interno di allestimenti personalizzati che mettono al centro lo studente e che sono più idonei al modo di apprendere degli studenti del nostro tempo.

“I workshop, articolati in 6 grandi contenitori che propongono altrettanti punti di vista, ruoteranno intorno a un unico tema, quello della trasformazione del modello educativo nei suoi caratteri fondamentali. Spazi, tempi, strumenti e contenuti del fare scuola saranno al centro del dibattito che si svolgerà nei tre giorni della manifestazione”, ha dichiarato il presidente di Indire, Giovanni Biondi.Per i workshop saranno usati i metodi: debate, con i relatori disposti sul palco l’uno di fronte all’altro che espongono a turno le proprie tesi, le discutono e si confrontano secondo regole ben precise e in presenza di un moderatore che gestisce tempi e flussi della comunicazione; didattica immersiva, in sale con arredi modulari e connettività potenziata, per far vivere un’esperienza innovativa in spazi attrezzati con tecnologie utilizzabili direttamente dai partecipanti; infine i talk, una serie di incontri che prevedono il palco a semicerchio e un grande schermo alle spalle del relatore.

Durante i tre giorni di Didacta, nella Sala Congressi si svolgeranno inoltre convegni nazionali aperti a tutti su Erasmus+, eTwinning, Avanguardie Educative, Piccole Scuole e Traineeship.

La Fiera si sviluppa anche fuori dalle mura della Fortezza con Didacta Off, il “fuori salone” fatto di seminari, spettacoli teatrali e cinema rivolti principalmente ai giovani.

Fiera Didacta Italia è organizzata da FirenzeFiera in collaborazione con Regione Toscana, Comune di Firenze, Camera di Commercio di Firenze e con Didacta International, grazie al supporto di Camera di Commercio italiana per la Germania (Itkam) e di Florence Convention & Visitors Bureau. Fiera Didacta Italia è patrocinata dal Miur, dal Dipartimento delle Politiche Europee della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dall’Ambasciata della Repubblica Federale Tedesca in Italia, dal Centro Italo-Tedesco Villa Vigoni, da Unioncamere e da Assocamerestero.

L’organizzazione dei workshop è curata dall’Indire che è partner scientifico della manifestazione, mentre l’università telematica IUL è partner tecnico.

*Responsabile Comunicazione USR Molise, Referente Piano Nazionale Scuola Digitale – Componente Cantiere Scuola Digitale c/o ForumPA

Didacta Italia Website

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Piano Nazionale Scuola Digitale: il bilancio del Miur e le sfide del futuro

Nella sede dell’Acquario Romano il punto sui 20 mesi di attuazione dello strumento che punta a innovare la scuola italiana. Presente anche la ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli.

di Giuseppe Lanese*

ROMA – “Gli investimenti sul Piano Nazionale scuola digitale incidono positivamente sul prodotto interno lordo e dunque sulla ricchezza del Paese e rendono l’Italia un luogo più attrattivo per le imprese e gli investimenti esteri”. La ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli ha parlato così nel suo intervento durante l’incontro nazionale organizzato dal Miur all’Acquario di Roma per fare il punto sui 20 mesi di attuazione del Piano Nazionale Scuola Digitale. Un appuntamento che ha coinvolto docenti animatori digitali, rappresentanti delle istituzioni e del mondo economico e produttivo arrivati da tutta Italia per stringere “un’alleanza per l’innovazione della scuola”. Il Pnsd resta uno dei pilastri della legge 107/2015, quella sulla “Buona Scuola”. E gli obiettivi del Piano non cambiano, spiegano dal Miur: innalzare le competenze degli studenti, i loro apprendimenti, i loro risultati e l’impatto che avranno nella società come individui, cittadini e professionisti.

Era il 2007 quando, per la prima volta, si è parlato di strategie digitali per la scuola. Da allora, nonostante gli investimenti operati negli anni in questo settore, lo stato dell’arte parla di un’Italia posizionata al 25esimo posto su 28 (Digital Economy Index), con debolezze strutturali in ambito di connettività e materiale umano. L’economia digitale ha rappresentato nell’ultimo anno il 2,54% dell’occupazione totale in Italia (la media OCSE e del 2,85%), e il 3,72% del Pil, quando la media OCSE su quest’ultimo punto si attesta sul 5,5%. Insomma siamo indietro e dobbiamo recuperare il gap con gli altri paesi e il Piano Nazionale Scuola Digitale può essere lo strumento utile a centrare questo obiettivo. Dal Ministero dell’Istruzione prevedono alcuni passaggi obbligati per la sua applicazione. Innanzitutto partire dagli strumenti: condizioni di accesso, qualità degli spazi e degli ambienti, identità digitale e amministrazione digitale. Poi, puntare su competenze e contenuti, migliorando la didattica e rafforzando gli apprendimenti degli studenti. Non meno importante è la formazione del personale, orientata all’innovazione didattica. Ma nulla di tutto ciò può essere realizzato senza una strategia efficace di accompagnamento. Questo compito è stato affidato alle azioni del Pnsd che vanno dalla 28 alla 35 (tutto il Pnsd conta 35 azioni), oltre alla sinergia con il Piano triennale dell’offerta formativa delle singole scuole.

 E quindi: un animatore digitale in ogni scuola (azione 28), accordi territoriali (azione 29), Stakeholders Club per la scuola digitale (30), una galleria per la raccolta di pratiche (31), dare un ascolto permanente alle reti innovative (32), Osservatorio per la scuola digitale (33), un comitato scientifico per allineare il Pnsd alle pratiche internazionali (34), il monitoraggio dell’intero Piano (35). Per fare questo, sono stati previsti investimenti per più di un miliardo di euro (1094,5 milioni di euro) dal 2015 al 2020, divisi tra fondi Buona Scuola, PON “Per la Scuola” FESR 2014-2020 e altri fondi Miur. “La Buona Scuola digitale esiste già, in tutta Italia”, sottolineano dal Ministero dell’Istruzione, “ma lo Stato deve adesso fare in modo che questo patrimonio diventi sempre più diffuso e ordinario. Per far sì che nessuno studente resti indietro. Per far sì che, nell’era digitale, la scuola diventi il più potente moltiplicatore di domanda di innovazione e cambiamento del Paese”. Una trasformazione culturale di cui l’Italia ha davvero bisogno e che può trovare nelle strategie di promozione della scuola digitale un valido alleato.
 *Referente PNSD (USR Molise), Cantiere Scuola Digitale

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PIANO NAZIONALE SCUOLA DIGITALE, ECCO COSA MANCA ALLE SCUOLE PERCHÉ SIA VERO

Se vogliamo cambiare in positivo il nostro paese dobbiamo per forza incidere qualitativamente sul presente e sul futuro della nostra scuola. E questo è un dato di fatto. Come farlo? Sicuramente partendo dal presupposto che il cambiamento, per essere efficace e strutturato, non può avvenire in maniera rapida e superficiale. Per assimilare un cambiamento occorre pratica ed esperienza e la pratica e l’esperienza richiedono tempo. Non basta solo investire risorse, altrimenti si rischia di vanificare gli investimenti. La Legge 107 del 2015 (quella sulla ‘Buona Scuola’) ha avuto il grande merito di riportare i temi dell’istruzione al centro del dibattito politico – sociale nazionale. Ma l’impatto dell’impianto normativo (che tocca i settori del digitale e dell’innovazione, della formazione, dell’alternanza scuola lavoro, della governance, ecc.) andava spalmato almeno su 5 anni e non piegato al compromesso dettato dai tempi della performance politica. Così non è stato e le criticità emerse, in molti casi, hanno superato gli stessi benefici della legge. Aver sacrificato il necessario periodo di ‘rodaggio’ dei nuovi meccanismi previsti dalla 107, ha portato la scuola italiana a un surplus di lavoro senza precedenti nella storia del nostro sistema nazionale di Istruzione. Con disagi organizzativi, aumento di burocrazia inutile e con gli istituti impossibilitati a rispettare impegni e scadenze o a farlo a scapito della qualità. Il sistema si è inceppato in più di una occasione, con errori sia a livello periferico che centrale.

La sfida della progettazione

Basti vedere la rincorsa delle scuole sulla progettazione PON, con buona parte degli istituti impreparati a compilare bandi strategici (le risorse disponibili sono di circa 800 milioni di euro) per mancanza di competenze specifiche in questo campo da parte del personale interno. Con la contraddizione di affidarsi per la progettazione a privati e aziende e – in caso di progetto approvato – far partecipare gli stessi esperti a un bando pubblico. Alla fine la speranza è che la qualità dei progetti presentati sia effettivamente elevata e che in pochi si siano lanciati in questa nuova sfida “tanto per partecipare”. Se non altro per il grande investimento programmato in termini di risorse pubbliche. L’esempio dei PON è indicativo di come servano nelle nostre scuole figure esperte in grado di progettare bandi nazionali ed europei. Le competenze di progettazione non sono più rinviabili se si vuole essere competitivi in ambito nazionale ed europeo. E non solo per i PON, ma anche per i bandi Erasmus. Oggi la progettazione è affidata a docenti che mettono a disposizione delle scuole la propria passione per questo settore e le competenze acquisite in totale autonomia, mentre servirebbe un percorso di formazione specifico. Perché non prevedere in ogni istituto la nomina di un docente referente per la progettazione o la costituzione di un team per la progettazione, pianificando percorsi di formazione strutturati?

Una scuola di comunità che sappia comunicare in maniera efficace

Altra questione legata alla formazione riguarda l’attività di disseminazione dei risultati dei progetti. Le scuole hanno sempre più necessità di saper comunicare bene (sia all’interno che all’esterno). Non basta più il solo sito internet istituzionale per confrontarsi con il territorio in maniera efficace. Se vogliamo intendere la scuola come “Scuola di comunità” (definizione a cui tiene molto anche la legge 107/2015), dobbiamo trasferire agli istituti anche le giuste competenze per saper dialogare e confrontarsi con la stessa comunità. Saper relazionarsi con il territorio, scrivere un comunicato stampa, realizzare un video o altro materiale di comunicazione (loghi, opuscoli, locandine, manifesti), gestire i vari profili social, un blog scolastico, saper presentare progetti ed iniziative in pubblico, sono ormai competenze indispensabili per le scuole. Credo sia utile, inoltre, che ogni istituto abbia al suo interno personale in grado di pianificare un progetto per comunicare il “brand” scuola. Questo anche in chiave di dialogo con il mondo produttivo e per rendere appetibile il proprio istituto in termini di sponsorizzazioni di privati (anche questo è previsto dalla legge 107) o per comunicare all’esterno progetti di qualità sul tema dell’alternanza scuola – lavoro. Serve un referente per la comunicazione in ogni istituto affiancato da un team per la comunicazione. Non sottovalutiamo, in ultima analisi, il tema delicato dell’educazione ai media (azione n.14 del PNSD): educare i giovani all’uso corretto ed efficace del web e dei social; a contrastare il fenomeno del cyberbullismo, ecc. Tutti argomenti che rientrano perfettamente nel quadro più ampio della cittadinanza digitale e che trovano collegamenti con il PNSD. Anche questo materiale può essere oggetto di studio, ricerca, approfondimento e formazione per le attività di un referente per la comunicazione o per i docenti di un eventuale team della comunicazione.

PNSD, più qualità nella formazione

Un capitolo a parte va speso per la formazione del personale legata al PNSD. Il Piano Nazionale Scuola Digitale, con le sue 35 azioni, è uno degli aspetti più innovativi della Legge 107 del 2015. Con il PNSD, il tema dell’innovazione diventa centrale all’interno delle nostre scuole, anche grazie alla figura dei docenti animatori digitali (uno per ogni scuola), ai docenti del Teamdell’innovazione (tre per ogni scuola che si aggiungono all’animatore digitale). Il Miur ha recentemente ricordato come sono 150 mila le persone nella scuola che fruiscono della formazione sui temi del digitale. Di questi, 8.400 animatori digitali e i loro team per l’innovazione. Poi ci sono oltre 1,3 milioni di studentesse e studenti e 50.000 docenti già coinvolti nel portare il pensiero computazionale in ogni classe. Inoltre, 4.000 istituti risultano al lavoro per rendere strutturali le competenze digitali grazie ad un investimento da 80 milioni di euro. A due anni di distanza dall’avvio del Piano Nazionale Scuola Digitale, tra gli insegnanti emerge la necessità forte di una formazione sempre più specializzata e sempre più di qualità. Questo per evitare anche casi in cui i docenti ne sappiano più dei loro stessi formatori. Molti animatori digitali hanno frequentato, in autonomia, corsi di specializzazione o sono diventati “esperti” frequentando corsi di formazione di eccellenza all’estero grazie ai percorsi Erasmus KA1. Occorrerebbe, quindi, che la formazione sia affidata sempre di più a formatori professionisti specializzati (in tematiche scolastiche) e comunque – fatta salva la formazione base omologata per tutte le scuole – i percorsi andrebbero pianificati in base alle reali esigenze degli istituti e personalizzati attraverso una progettazione competente effettuata all’interno di ogni istituto. Per quanto riguarda il PNSD, intanto, il prossimo 26 luglio si terrà a Roma un evento organizzato dal Ministero dell’Istruzione a cui parteciperanno tutti gli stakeholder con l’obiettivo di rilanciarlo. La ministra Valeria Fedeli promette “nuove priorità, nuovi investimenti in formazione, competenze e connettività per ogni scuola”. Ma questa volta, oltre alla quantità di impegno e di risorse, servirà un maggiore investimento in qualità e organizzazione. Insomma, fare le cose per bene, ma anche con i tempi giusti. (http://cantieripadigitale.it/it/2017/07/12/piano-nazionale-scuola-digitale-cosa-manca-alle-scuole-perche-sia-vero/)

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Mobilità Erasmus+ KA1 Animatori Digitali: “Innovative Practices for Engaging STEM teaching”

In qualità di Animatore Digitale dell’Istituto Comprensivo “Colozza” di Campobasso ho usufruito, dal 14/09/2016 al 19/09/2016, della formazione in mobilità all’estero presso il FUTURE LAB di Bruxelles. Ciò è stato possibile in quanto l’I.C. Colozza ha aderito, insieme ad altri 13 Istituti del Molise, al consorzio “EUROPEAN DIGITAL ACCADEMY” promosso dall’USR, beneficiario di finanziamento  nell’ambito dell’ERASMUS Plus KA1 2016.

Innovative Practices for Engaging STEM teaching” era il corso al quale ho partecipato insieme ad una collega ed un collega di Isernia.

Per me è stata una occasione di crescita, non solo professionale. Si tenga presente che il corso è stato organizzato da uno dei centri di formazione per l’educazione più qualificati d’Europa, sotto l’egida dell’”European Schoolnet” (rete dei ministeri dell’educazione di 31 paesi europei” e di “Scientix” (comunità europea per l’educazione delle scienze).

Il percorso formativo ha attraversato vari settori dell’utilizzo delle ICT, dalle piattaforme web  (per la condivisione, collaborazione e insegnamento delle STEM), all’hardware come i microprocessori della Texas Instruments e i laboratori di fisica della Vernier. Non mi dilungo nel descrivere gli argomenti trattati nelle varie giornate di lavoro (puntualmente riportati nel documento allegato dal collega DI NEZZA di Isernia), ma desidero porre l’accento su due aspetti per me fondamentali, che forse nelle scuole italiane non sono presi nella giusta considerazione:

  • Ogni workshop è stato tale nel vero senso del termine: laboratorio vero e proprio in cui i vari gruppi hanno lavorato prima individualmente (con suddivisone dei compiti nel proprio interno tra i singoli, ma sempre in stretta collaborazione) e successivamente hanno condiviso i risultati con gli altri utilizzando le più disparate modalità di comunicazione, aprendo alla fine di ogni workshop un breve dibattito conclusivo. Chiaramente il tutto in lingua Inglese.
  • Il tempo prefissato per l’attuazione dei vari steps non era una variabile soggettiva che ogni gruppo interpretava a suo modo, ma un impegno oggettivo e inderogabile che portava a lavorare con il massimo impegno, cercando di ottimizzare i tempi pur mantenendo alta la qualità del lavoro svolto.

Affermando ciò non voglio togliere nulla alla indubbia qualità dei contenuti trattati durante il corso, che senz’altro, in alcuni campi,  hanno rafforzato la mia preparazione specifica sulle tecniche di insegnamento innovative delle STEM; difatti, al mio ritorno in Italia, durante l’a.s. 2016/17 ho attuato  le pratiche educative consolidate a Bruxelles e le ho disseminate “sul campo” rendendone partecipi i miei colleghi. A tal proposito sottolineo che il vero lavoro di disseminazione è stato operato giorno per giorno in classe e non si è limitato all’incontro a cui si riferiscono le presentazioni allegate.

In conclusione la settimana trascorsa a Bruxelles mi ha dato tanto: da una parte ha rafforzato in me la consapevolezza che il nostro Paese non è secondo a nessun’altro in Europa in quanto a innovazione nella didattica delle STEM, e dall’altra mi ha fatto toccare con mano un modo di lavorare in Team che ancora non ci appartiene pienamente.

Massimo D’ERRICO

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 Mobilità Erasmus+ KA1 Animatori Digitali: Future classroom Lab, Brussels Programming for the 21st century classrooms

Nell’ambito del progetto “European Digital Academy” organizzato dal Consorzio Regione Molise, ho partecipato, come animatore digitale per l’Istituto d’Istruzione Superiore “G. Boccardi”, alla mobilità Erasmus+ KA1, nel periodo 17-21 ottobre 2016 presso il Centro Future Classroom Lab di Bruxelles, Belgio. Il corso di formazione, dal tema “Programming for the 21st century classrooms” è stato incentrato sul tema della programmazione digitale.  

Durante il corso ho potuto sperimentare l’importanza della programmazione nella società di oggi e ho imparato modi nuovi per introdurre la programmazione nel lavoro interdisciplinare, ho avuto modo di scoprire e sperimentare diversi strumenti di programmazione e ho imparato a sviluppare un piano di lezione di coding per le classi. Al Centro Microsoft, dove abbiamo trascorso un’intera giornata, ci hanno introdotto al concetto di linguaggio di programmazione per sviluppare la capacità di lavorare con i blocchi logici per creare giochi e storie. La Giornata Hackathon ci ha consentito di sperimentare tutte le conoscenze acquisite per realizzare una vera e propria maratona durante la quale abbiamo realizzato un gioco didattico con il Coding che abbiamo condiviso in rete con altre scuole europee.

Programmazione e capacità di pensiero computazionale stanno diventando sempre più importanti nella scuola e nella vita lavorativa poiché sviluppano il problem solving, il ragionamento logico e la creatività. Il corso mi ha fornito nuovi stimoli, nuove idee e strumenti di lavoro che necessitano di essere approfonditi e calati nella specifica realtà scolastica.

Oggi parliamo continuamente di giovani nativi digitali, poiché usufruiscono apparentemente con scioltezza delle tecnologie digitali. Sanno, infatti, inviare SMS, giocare online, navigare in Internet ma molto spesso sono solo semplici fruitori, sanno “leggere” le tecnologie, ma non le sanno “scrivere”; per questo motivo diventa importante insegnare le basi della programmazione in modo da accrescere una maggiore coscienza e consapevolezza riguardo le tecnologie digitali. La lingua veicolare del corso è stata la lingua inglese. L’intero corso ha avuto una ricaduta positiva sulla mia formazione di docente.

Sin dal primo giorno della mobilità mi sono resa disponibile a disseminare l’esperienza e le conoscenze sull’utilizzo degli strumenti appresi presso la Future Classroom Lab di Bruxelles.

Dal primo giorno a Bruxelles ho iniziato la mia disseminazione in modo virtuale creando la pagina facebook https://www.facebook.com/pg/IISBOCCARDITiBERIO/about/?ref=page_internal#

Alcune notizie sono state riportate anche sulla pagina facebook dell’IIS Boccardi:

Piano Nazionale Scuola Digitale https://www.facebook.com/iisboccarditermoli/

Durante i Consigli di Classe (sei classi) ho raccontato ai miei colleghi l’esperienza vissuta e ho reso pubblica la pagina facebook. Mi sono resa disponibile per gruppi di docenti a cui ho illustrato l’uso di alcuni tools utili per la didattica tra cui Scratch (biennio), Padlet, Prezi, Popplet, etc

Nelle mie classi (circa 140 alunni) sono stati sperimentati con successo tutti i programmi conosciuti a Brussels. In particolare nelle classi IV A RIM e V A RIM abbiamo utilizzato diverse programmi per il progetto A Scuola di Open Coesione.

Con le classi III A RIM e IV A RIM abbiamo partecipato alla settimana del PNSD con un vero e proprio  Hackathon. Le classi in competizione tra loro dovevano produrre qualcosa di innovativo per “raccontare” ad un turista Termoli. Potevano utilizzare Prezi, Powtoon, Prgrammi video. La competizione è durata dalle 8.10 alle 14.30 per due giornate. Il clima collaborativo dei piccoli gruppi cooperativi ha consentito la realizzazione di ottimi prodotti.

Il 30/11/16 ho partecipato all’incontro “ERASMUS PLUS KA1 European Digital Academy Consorzio USR” presso l’istituto Di Istruzione Superiore Majorana –Fascitelli di Isernia. Insieme con le colleghe Carmela Ventola e Francesca Recchi abbiamo presentato “Programming for the 21st century classroom” raccontando e condividendo la ricca esperienza presso la Future Classroom Lab di Bruxelles.

https://www.youtube.com/watch?v=b-32TQL_I18&t=379s

Il 17/03/2017 ho partecipato ai Laboratori di scuola digitale organizzati nelle aule dell’Istituto Tecnico Industriale “Marconi” di Campobasso promossi dall’Ufficio Scolastico del Molise: Progetto Erasmus plus “European Digital Academy”: workshop sulla didattica innovativa degli animatori digitali “esperti”. Insieme alle colleghe Carmela Ventola e Francesca Recchi abbiamo proposto il laboratorio  “Unplugged: programmare senza computer” la cui finalità è stata quella di fornire un esempio di esperienza pratica di scrittura  di codice senza l’uso diretto del PC. La scelta di realizzare un laboratorio di questo tipo è stata fatta per diversi motivi: la fascia d’età del target di riferimento richiede un approccio ludico, game oriented, di tipo strettamente esperienziale; l’assenza del pc esclude tutte le possibili difficoltà legate sia all’uso dell’hardware che del software per la scrittura del programma (importante nella fase di approccio alla programmazione); l’interazione sociale tra pari e il peer learning  che guidano e sostengono l’elaborazione e progettazione dell’attività (ogni bambino partecipa attivamente e collabora con i compagni); l’esperienza ludica delle basi del coding ovvero di quella disciplina per mezzo della quale si scelgono e combinano delle istruzioni (cosiddetta stringa di codice) che, collocate in ordine logico, permettono al computer di funzionare. https://youtu.be/3fx2wFNkkFo

Il 23/03/2017 ho partecipato al TABLET SCHOOL all’Istituto ‘L. Pilla’ di Campobasso proponendo il laboratorio “Visual Story Telling” con l’obiettivo di promuovere l’utilizzo di metodi didattici innovativi e disseminare quanto appreso a Bruxelles.

Il 01/06/2017 ci sarà l’ultimo evento di disseminazione presso la mia scuola.

L’esperienza al Future Classroom Lab è stata ricca di spunti di riflessione per tutte le potenzialità che un’aula 3.0 fornisce ad una didattica che deve rinnovarsi per stare al passo con i tempi. La presenza di una zona di dibattito per il confronto di idee rappresenta una necessità per una crescita che è possibile solo attraverso un continuo scambio di conoscenze. L’apprendimento deve essere una continua ricerca-azione dove lo studente è protagonista consapevole di ogni attività didattica. L’aula 3.0 con la sua flessibilità rende l’ambiente classe vivo, piacevole, costruttivo, collaborativo. Gli insuccessi dello studente sono meno evidenti e vengono evitate frustrazioni e demotivazioni legate ad insuccessi scolastici spesso derivanti da una didattica tradizionale fredda e impersonale. La metacognizione diventa il cardine di una rivoluzione dell’insegnamento che vuole e deve formare il cittadino per la vita: life-long-learning.

Per me l’esperienza è stata molto positiva. L’immersione nella lingua inglese ha coronato l’esperienza di un surplus inestimabile. Vi ringrazio per la splendida occasione di crescita.

Laura Ersilia MOCCIA

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MOBILITA’ USR Molise – PROGRAMMA EUROPEO “ERASMUS+ KA1”

La Call 2016 KA1 Erasmus Plus ha offerto ai docenti italiani, individuati dal PNSD quali Animatori Digitali, l’opportunità di formazione all’estero per valorizzarne il ruolo di traino all’interno delle singole istituzioni e per favorire la diffusione di una cultura digitale condivisa tra le varie comunità scolastiche. Molte scuole italiane, sostenute dagli Uffici Scolastici Regionali, ne hanno recepito la valenza ed il prestigio. L’USR Molise ha promosso un bando per la costituzione del Consorzio EUROPEAN DIGITAL ACADEMY al quale hanno aderito 14 Istituti, con la conseguente partecipazione dei 14 Animatori Digitali delle scuole aderenti. Gli Animatori Digitali sono stati inseriti in un percorso di formazione europea d’eccellenza svoltosi nel FUTURE LAB di Bruxelles a partire dal mese di Settembre 2016.

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Enrico Maria DI NEZZA

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