Ka1 Erasmus Plus: le Applicazioni Interattive, il ruolo dell’insegnante

La rivoluzione tecnologia in atto interessa da vicino il mondo della scuola. La didattica oggi è oggetto di profondi cambiamenti dovuti alla rivoluzione digitale ma anche l’affermarsi di nuove metodologie e diverse forme di apprendimento. Il contesto dell’insegnamento in aula muta da nozionistico e frontale a interattivo e sociale. Queste nuove didattiche favoriscono inevitabilmente la creatività, la ricerca, la scoperta, il coinvolgimento, la motivazione. Il ruolo del docente, in questo contesto, è tutto da inventare. L’esperienza svolta all’interno del FCL di Bruxelles ha focalizzato l’attenzione sull’utilizzo delle nuove tecnologia di tipo interattivo. Applicativi apparentemente semplici nella loro funzionalità ma strumenti decisamente potenti e complessi in grado di trasformare le proprie aule in veri e propri atelier creativi interattivi. Scriviamo con i gessetti su uno schermo digitale? Il dibattito attuale è tutto rivolto alla giusta interpretazione del particolare momento storico congiunturale. I nuovi strumenti tecnologici adottati nella scuola rischiano di rimanere solo “ipermodernizzazioni” dei vecchi e consolidati percorsi di insegnamento. Una lavagna LIM (ormai strumento appartenente al passato) non può essere utilizzato come semplice proiettore. I più attuali schermi touch interattivi non devono rappresentare per le istituzioni scolastiche un abbellimento strutturale o un potenziamento del proprio “parco macchine”. Il percorso per arrivare ad un uso consapevole delle attrezzature e perfettamente funzionale alla didattica è complesso e articolato. Il corso di Bruxelles ha fornito delle basi fondamentali affinché si possa sensibilizzare il corpo docente ad investire in formazione personale. Questo è il costo più grande da sostenere. Il luogo nel quale avviene la formazione delle nuove generazioni e l’apprendimento dei saperi attraverso nuove conoscenze è oggi obbligato a ripensare in modo radicale se stesso. Bisogna riorganizzare metodi, metodologie e pratiche didattiche per tenere conto della tecnologia abilitante disponibile e delle risorse umane (studenti, giovani ecc.) con una testa diversa (nativi digitali). Il lavoro di gruppo, svolto in classe attraverso l’uso di dispositivi interattivi quali tablet , schermi, proiettori e altri dispositivi, può e deve continuare anche al di fuori della scuola in una aula virtuale che si realizza attraverso gli spazi della rete, la sua connettività e i suoi strumenti sociali e di collaborazione interattivi. Le nuove aule diventano vere e proprie isole interattive funzionali alle nuove pratiche di apprendimento di generazioni cresciute sul web che non hanno sviluppato, come le generazioni precedenti una lettura lineare sui libri stampati o l’apprendimento mnemonico ma quello ‘by searching’. Le nuove forme di apprendimento traggono vantaggio dalla creatività individuale e dall’apporto condiviso di conoscenza. Talento ed esperienza di ogni membro del team (aula virtuale) porta ad un rimodellamento costante degli spazi (virtuali) e delle forme di apprendimento. In questo nuovo contesto cambia profondamente anche il ruolo dell’insegnante. Essi sono chiamati a fare da guida a persone già esperte nella ricerca di nuove conoscenze ma ancora incerte sulle metodologie da utilizzare e gli approcci da adottare per risolvere problemi ed acquisire nuove capacità e talenti. L’insegnante deve essere protagonista e guida nell’indicare nuove modalità di valutazione dei risultati che tengano conto delle discussioni di gruppo ma anche delle fonti di conoscenza online utilizzate e del modo in cui le nuove conoscenze vengono resi pubblici e condivisi.

LA PRESENTAZIONE: https://share.nearpod.com/vsph/2OwIBLGhtD

Giuseppe Natilli

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